Angolo psicologico: seguire o no le regole e perché?

La dott.sa Borgogno risponde ad un'altra delle nostre domande. Cerchiamo di capire perché, anche in un momento così drammatico, c'è chi segue le regole e chi no.

di Redazione con la collaborazione della dott.sa Loredana Borgogno

Prosegue , con l’aiuto della psicologa, la nostra intervista per analizzare il momento difficile che stiamo vivendo. Oggi parliamo, e cerchiamo di capire, perché alcune persone seguono le regole e altre no. Cosa ci spinge a essere ligi e cosa a contestare le regole che ci vengono imposte?
Potete scrivere le vostre domande, da porre alla psicologa, sia presso la nostra redazione (redazione@tgvallesusa.it), sia direttamente alla dottoressa, all’indirizzo indicato al fondo dell’articolo. Buona lettura.

Domanda : ci sono comportamenti differenti tra le persone: c’è chi segue le regole e chi non segue le disposizioni e chi oltre non seguirle ne approfitta per prevalere sul prossimo. Secondo lei come si spiega questo dal punto di vista psicologico?

Buongiorno a lei Davide. nuovamente lieta di poter rispondere e ringrazio i lettori che hanno il piacere di condividere i loro pensieri.

“Giovanni ti ho detto di non saltare sul divano!” la voce di un papà. Imperterrito continua a saltare fino a quando non mi trovo costretto ad intervenire con severità. Come posso fare secondo lei, mio figlio non ascolta.

“Mario ti ho detto non saltare sul divano!” Voce di una mamma. Certo subito si ferma, cambia gioco per un po’ ma, non appena mi rimetto a fare le mie cose riprende anzi si scatena ancora di più! Cosa mi consiglia?

“Giuseppe non saltare sul divano puoi cadere!” Certo non è che sia felice ma non lo fa più, cambia gioco. Voce di un papà.

Ecco Davide quando ho letto la domanda la mente mi ha riportata in uno dei seminari che in passato ho tenuto sul tema dell’educazione mentale e corporea dei bambini. Situazioni e comportamenti differenti quelli dei bambini (nomi di fantasia) e quelli di noi tutti nel tempo del Corona virus eppure dal punto di vista psicologico non lo sono poi così tanto.

In entrambi i casi entrano in gioco le stesse emozioni: la rabbia da un lato e la paura dall’altro.

Rabbia perché non si accetta che qualcuno ci dica cosa o non cosa fare. Rabbia perché qualcuno o qualcosa sembra privarci della libertà. Si respinge ci si ribella si fa l’opposto per proteggere l’”idea” di essere uomini liberi. Giovanni si ribella perché quello è il suo gioco e non vuole che alcuno lo interrompa. E così prosegue come se nulla fosse stato detto.

Rabbia perché ci si sente chiusi da qualcosa che non si ha e che si vorrebbe avere: il potere. Allora ci si sforza, si acconsente inizialmente di aderire alle regole. Si generano strategie e alla fine non appena sembra esserci una favorevole calma, la sete di fare “ciò che si vuole” torna più forte. Una ribellione che esce allo scoperto approfittando delle debolezze altrui si alimenta la sete di potere, esattamente quello che altri hanno usato su di noi. Come Mario che si calma, fa finta di fare altro e poi ricomincia più ribelle di prima.

Ed ecco Giuseppe, il bambino che si placa e smette di giocare. Il bambino che segue le regole. Ha capito che la voce grossa è “tanta roba” e che soprattutto intelligente ha capito che esiste il rischio di farsi male. Ha paura, tutto è troppo. E così le persone che rispettano le regole, spaventate da quello che altri o altro possa far loro. Le persone che scelgono in alcuni casi di aiutare altri perchè in tanti ci si sente meno soli. Il tutto si rivela efficace contro la paura.

Si ha come la certezza di essere persone libere e allora ecco che una regola nuova sembra impedirci di comprendere che regola in verità non è, quanto piuttosto un consiglio prezioso. Ci pensiamo uomini “liberi” quando in realtà dal momento in cui veniamo al mondo tutto siamo meno che liberi e, meno male, altrimenti vivremmo ancora in un tempo di estrema arretratezza socio-culturale. Siamo soggetti ogni giorno a regole norme leggi da rispettare. Un divieto di sosta forse non toglie la libertà di fermarsi dove ci piace e pare? Siamo tanti siamo civili, seguire una regola è espressione di intelligenza. Seguire un consiglio è ascolto.

L’intelligenza non è più reclusa in un concetto numerico di QI, bensì identifica la capacità di adattamento al contesto agli eventi. L’intelligenza ritengo sia come riuscire suonare una sinfonia quando non si ha lo strumento per suonare. È trovare la via per costruire non per distruggere o prevaricare.

Immagino alcuni lettori adesso: “si lo dica a quelli che ci governano!”

Come comprendo questo pensiero, e proprio per questo vi racconto come la mia rabbia di cittadina ha parlato nella pancia e come il cuore e la mente hanno risposto.

Accendo la televisione parole di un politico: “in questo momento siamo tutti italiani non è tempo di polemiche”. Mi si è infiammata la pancia credetemi. Tutte le belle intenzioni di fare la brava sfumate in un attimo. Umana esattamente come voi! Avete presente Giovanni? Mi sono sentita proprio così.

Pensiero: “ah si perché prima cosa o chi eravamo noi? Solo fonte di loro guadagno. ADESSO si preoccupano di noi cittadini? Adesso ringraziano medici esercito forze dell’Ordine che fanno un lavoro eccezionale, perché prima non svolgevano egregiamente la loro professione? Prima erano da decimare magari con la chiusura di ospedali. Prima a casa perché un concorso è inutile. Tagli all’Istruzione, i bambini si portino il sapone da casa si portano la carta igienica, banchi aule e quanto altro che non si possono vedere. Adesso dopo anni di tagli bisogna subito mandare tablet libri, aiutiamo i bambini gli studenti, perché prima le LIM non servivano? Prima c’erano i loro disastri da riparare. Adesso chiedono aiuto a noi perché siamo Italiani?”

Ecco la rabbia ecco l’istinto che avrebbe potuto non farmi seguire le regole. Il potente mi mette a sedere, mi dice stai ferma. La rabbia non si può non provare.

Ed è qui che la mente e il cuore hanno spento le fiamme della pancia. Il cuore con un filo di voce mi ha sussurrato “ho paura è vero, però sono la sola che posso proteggermi, non posso non amarmi”, la mente: “è proprio così tu sei la persona più importante del mondo, non farti portare fuori strada da coloro che tanto non cambieranno, non perdere tempo prezioso pensando a loro, pensa alla tua di vita”

Quindi dal punto di vista psicologico posso sostenere che ci sono dei trigger che attivano, per differenti ragioni (consapevolmente o non) reazioni più disparate. Se l’autoregolazione e autoriflessione viene meno, altri devono fermarci per il nostro bene.

Emozioni così intense e dilatate nel tempo potrebbero lasciare il segno, potrebbero modificare la percezione del nostro senso di benessere psico-fisico. Sarà quello il momento di riporre fiducia in chi potrà esserci di aiuto. Chiedere aiuto è una alta forma di intelligenza, non segno di debolezza.

Nessun imbarazzo. L’amore per se stessi e per la vita è tanto di più. Noi siamo le persone più importanti del mondo.

“E’ molto più facile perdere quello che abbiamo oggi, piuttosto che raggiungere quello che hanno altri. La vera ricchezza è amare e vivere la propria vita”. (Loredana Borgogno)

Dottoressa Loredana Borgogno.
Psicologa

contatti: dana.insieme@gmail.com
fb: Dr.ssa Loredana Borgogno. Educare la mente e il corpo.

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