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Antonio Saitta: un fulmine a ciel sereno

di Massimo Bonato

Un lancio dell’agenzia Adnkronos del 25 marzo riporta le parole del presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta: ''In queste ore in cui la realizzazione della Torino-Lione è al centro di duro confronto politico nei partiti, soprattutto il mio, è doveroso ricordare ai contendenti di spendere una parola di solidarietà ed attenzione nei confronti di tutti quei poliziotti e carabinieri che ormai da anni tutelano la legalità in Val di Susa contro i no tav violenti, che tagliano e sfondano le recinzioni del cantiere, tirano pietre, spaccano e danno a fuoco i macchinari delle imprese, tagliano le gomme alle auto degli amministratori pubblici che non la pensano come loro''. E continua: ''tutti noi facciamo polemica politica sul treno ad alta velocità, ma gli agenti rischiano in prima persona, estate e inverno, notte e giorno e nessuno di noi, ne' Pd, ne' Sel, tanto meno 5 Stelle, ma soprattutto nessuno delle istituzioni centrali ha citato il lavoro di questi uomini per garantire lo Stato di diritto davanti al cantiere di una linea ferroviaria oggetto di tanta attenzione''.

In merito a una dichiarazione di questa portata vien da porsi alcune domande.

Intanto non avviene all’indomani di duri scontri in cui si renda necessaria una presa di posizione delle Autorità rispetto alle operazioni o alla tutela delle Forze dell’Ordine. Perché allora insistere a freddo su una questione che notoriamente viene trattata a caldo?

La locuzione temporale con cui comincia la dichiarazione “In queste ore” non si riferisce a scontri di alcuna natura. Si riferisce più verosimilmente alle polemiche sorte intwitter-tav-400x343 seno al Pd dovute alla partecipazione della senatrice Laura Puppato e del sindaco di Bari, Michele Emiliano, al convegno mattutino del 23 marzo a Bussoleno, voluto dalla Comunità Montana e Val Sangone. Polemiche rimbalzate in rete via Twitter e che hanno prodotto immediate reazioni da parte del sindaco di Torino Piero Fassino, riportate dagli organi di stampa (la Repubblica), nonché dal sempre presente onorevole Stefano Esposito.

In quella sede, il sindaco Emiliano si espresse fondalmentalmente su due punti: la necessità di coinvolgere quanto più possibile  i territori nelle opere da cui sono interessati, ovvero l’autoderminazione della gente e la sua libertà di aver voce in capitolo nelle progettazioni; e la necessità di salvaguardare quanto più possibile polizia e carabinieri perlopiù figli di un Sud povero e vero nucleo della democrazia italiana.

Tra scontri datati di almeno qualche settimana e le recenti dichiarazioni di Emiliano al centro della polemica ora, salta agli occhi che “In queste ore” si riferisca a queste piuttosto che a quelli.

“[…] è doveroso ricordare ai contendenti di spendere una parola di solidarieta’ ed attenzione nei confronti di tutti quei poliziotti e carabinieri […]” ma poi anche ”tutti noi facciamo polemica politica sul treno ad alta velocita’, […] e nessuno di noi, ne’ Pd, ne’ Sel, tantomeno 5 Stelle […]” dichiara la necessità di ricordare ai contendenti. Quali siano i contendenti è presto detto. Fassino schiera l’inoppugnabilità di nutrire pensieri diversi rispetto al , ma attacca Emiliano e Puppatto per la scarsa competenza che dimostrano di avere del tema. riprende le argomentazioni di Emiliano e come un fulmine a ciel sereno torna a parlare di tutela delle Forze dell’Ordine. Ma i contendenti non sono soltanto quelli interno al Pd, sono anche gli esterni, ormai schierati da più o meno tempo e con maggiore o minore impegno nel conflitto sulla linea Torino-Lyon. L’uno affonda, l’altro coagula le proprie fila rinsaldandole attorno a un valore comune e a comuni responsabilità, approfittando  per richiamare a queste anche i contendenti che cita a uno a uno poco oltre. Anche la distanza sintattica delle due proposizioni non è casuale: l’obiettivo è il Pd, ma i valori sono comuni e possono essere terreno di incontro con gli altri contendenti (“Noi ci uniamo”; “Voi isolateli”, ovvero: “Siamo tutti d’accordo che ci siano buoni e cattivi, no?”).

Le argomentazioni che Saitta porta hanno sapore surrettizio, dal momento che le recinzioni son rimaste per volere della Prefettura. Recinzioni dichiarate illegali, poiché mancanti delle autorizzazioni necessarie rilasciate dal Comune di Chiomonte alla Ltf per impiantarle. Recinzioni oggetto di attacchi, non portati alle Forze dell’ordine ma a un impianto illegale su un territorio espropriato con sette procedure d’urgenza. Del resto, il riferimento che viene fatto alle gomme tagliate agli amministratori è legato all’episodio occorso sindaco di Sant’Antonino di Susa (Torino), Antonio Ferrentino (la Repubblica), per il quale l’indagine è in corso e non ha prodotto colpevolezze per persone a insindacabile giudizio legate al movimento No Tav.

Antonio Saitta non potrebbe forse far diversamente nel pretendere la tutela di Forze dell’ordine, tuttavia potrebbe far mente locale a quanto andrebbe tutelato nella popolazione della Valle che da anni subisce ricatti e lettere minatorie (per esempio le pallottole inviate ad Alberto Perino), incendi di presidi e di auto, comportamenti illeciti durante gli scontri – lacrimogeni sparati ad altezza uomo, lancio di pietre, utilizzo illegale dei manganelli, pestaggi ecc. – proprio da quelle Forze dell’ordine oggetto di un’inchiesta da parte del movimento No Tav (“Operazione Hunter”) che non ha ancora avuto la fortuna di essere considerata dalla Procura di Torino, troppo indaffarata a vagliare le responsabilità di una parte, ma non dell’altra.

(M.B. 26.03.13)