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Area archeologica falsa……i sotterfugi hanno le gambe corte

Ricostruire un'area archeologica e farla passare per originale.

Nelle nostre indagini veniamo molto spesso a contatto con persone della valle e di fuori valle. Capita quindi di farsi l’impressione che più la vertenza va avanti e più delinea un gioco contrapposto tra squadre – chi dice sì e chi dice no, ciascuno con i modi o ragioni o convinzioni proprie -, “i No dicono bugie!”, “Molte cose sono false!”, “Non è vero che c’è l’inquinamento, l’Arpa ha detto che non c’è”; “Quelli sono contro a prescindere, perché loro fanno politica, oggi c’è questo domani saranno contro ad altro, io sono per il lavoro”. Nell’altra squadra, No , invece “L’inquinamento c’è, i progetti non ci sono, il cantiere è abusivo”; “Abbiamo la netta sensazione che ci sia un attacco della politica e della magistratura al territorio”. Qualcosa diciamo lo si può riscontrare, anzi lo abbiamo già pubblicato in passato – Seconda visita al cantiere, ancora nessun documento visionabile cioè la continua mancanza di trasparenza che darea2all’inizio del cantiere della Maddalena persiste a distanza di tre anni. Per non parlare degli esposti di Pronatura che chiede i progetti all’azienda esecutrice senza che questa li fornisca, se non messa sotto pressione dall’Unione Europea; quella Europa tanto necessaria al finanziamento. Oppure come nell’ultima vertenza che vede ora indagato il Commissario Speciale – TAV: Virano imputato, udienza preliminare il 2 aprile 2014 – dove anche lì i documenti che di diritto devono essere esibiti, vengono segretati.

Ecco quindi come sulla questione dell’area archeologica della Maddalena la Soprintenza Archeologica non si sia mai preoccupata di tutelare il sito, sostenendo che sarebbero stati stanziati euro per il suo ripristino. Cosa che fece sobbalzare di molto storici e archeologi “Ma come! Da oggi vuol dire che per la necessità strategica si può cancellare la storia?, coarea1me se non bastasse quello che viene distrutto di nascosto in nome del progresso, beni che ammontano a milioni di euro che se recuperati creano lavoro turistico”. Ci ricordiamo così delle battaglie del movimento per le sorti dell’area archeologica, prima espropriata e poi calpestata e distrutta.

Si scopre oggi che per decenni sono stati vincolati i terreni della zona, “Niente costruzioni niente altre opere. La zona ha rilevanza archeologica, va tutelata” è stato il mantra del Comune. L’archivio fotografico e poi la ricerca tecnica del movimento scoprono che l’area archeologica niente è che una ricostruzione scientifica “Potevano almeno dirlo con un bel cartello che era un ricostruzione “scientifica”, e tutelarla dall’88?”, dice storico esponente del movimento. Si scopre che allora i lavori furono fatti in fretta e furia sotto la neve, e tutta la documentazione di scavo è in mano alla SITAF, azienda appaltante dei lavori di allora, quando furono allora spesi soldi pubblici come adesso ne verranno spesi MADDALENA ANNI '80_ridimensionareper ricostruire un’altra area archeologica scientifica dentro al cantiere-fortino. La paura è sempre la solita “Chi MAGNERA’ questa volta? Sempre i soliti arcinoti. Ma la procura guarda sempre da un’altra parte”.

Come dicevamo, “I No Tav dicono bugie” o meglio quando ti nascondono le cose puoi parlare di quello che sai e quindi le verità conosciute diventano facilmente delle bugie, i favorevoli hanno ragione, i No Tav dicono bugie!!!

Negativi Gildo Meyer fine anni ’80