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Assemblea torinese dei movimenti contro il Tav e lo spreco di risorse pubbliche

DSCN2706Un'unità con pochi precedenti per la manifestazione del 22 Febbraio. Tutta la città coinvolta.

Lunedi 10.2.2014.  La sala piena del Teatro Espace (gran bel posto per eventi!) ha ospitato un'assemblea del Movimento No Tav cittadino per informare sulla stato delle cose in Valle, nei tribunali e per lanciare le manifestazioni del 22 febbraio in città nell'ambito della Giornata nazionale indetta dal coordinamento dei comitati.

DSCN2700Erano presenti Alberto Perino e l’avv. Claudio Novaro del Legal Team  ma l’aspetto importante della serata era la presenza collettiva dei rappresentanti di tutte le componenti torinesi che si battono per istanze specifiche, dalla casa  ai beni comuni. Non è sempre facile trovare un’unità d’azione e questa volta è stato possibile alla luce di una situazione critica in città dettata dalla crisi economica.

Perino ha fatto il punto sulla raccolta dei fondi per pagare la sanzione amministrativa di 215.000 euro imputata a lui, Giorgio Vair e al sindaco di S. Didero Loredana Bellone. “Ce l’abbiamo quasi fatta – ha detto – ed è una testimonianza straordinaria della forza delle nostre idee“. Anzi, ha tenuto a chiarire che la megacolletta andrà spartita tra la sanzione, le spese  legali per i processi e il sostegno alle famiglie degli arrestati, uno dei quali è in stato di isolamento per volontà punitiva dei procuratori torinesi. “Non c’è alcuna ragione per le misure punitive supplementari, è solo accanimento come se non bastassero le accuse di terrorismo“, ha dichiarato. Ma quello che ha premuto sottolineare è che tutti coloro investiti dalla repressione giudiziaria “…sono figli nostri, della Valle, a cui Caselli e la sua Procura vogliono far fare la fine di Giuliano Naria“, il  presunto brigatista che fu arrestato nel 1976 con labili indizi, sottoposto a una lunga punitiva detenzione a regime speciale, torturato in carcere e dopo anni prosciolto. Perino ha poi lanciato le manifestazioni del 22 Febbraio esprimendo la necessità che non debbano solo essere contro la -Lione ma contro lo spreco delle risorse pubbliche, in tutti i campi, perchè questa è la causa che deve accomunare tutti gli italiani.

DSCN2698Con il suo intervento, l’avv. Novaro  ha voluto spiegare la complessità del disegno accusatorio rivolto agli arrestati.  Un impianto che, a suo dire, si ripropone solo di infliggere una lunga detenzione agli imputati poichè il teorema – sostiene Novaro – non potrà che essere demolito da un Tribunale che si attenga alle garanzie del diritto. “Non esiste che si attribuiscano a degli imputati per reati minori (danneggiamento e poco più) un disegno terroristico costruito su fatti molto diversi tra loro e diluiti nel tempo molti dei quali non attribuiti ancora a nessuno. E’ solo la presunzione che tutti i fatti elencati agli atti  siano riconducibili agli imputati, violando il principio di responsabilità personale, oltre che la mera logica, che rende possibile le misure cautelari obbligatorie per reati di terrorismo…E’, quello della Procura torinese, un’accozzaglia di fatti messi insieme solo per giustificare la detenzione. Questo impianto accusatorio somiglia più a un brutto articolo di Panorama che a un documento giuridico” accusa il legale. Si tratterebbe quindi di una detenzione inflitta solo a scopo di deterrenza nei confronti di tutti quelli che, ora per il Tav ma domani per qualsiasi altra ragione, porteranno in piazza una qualsiasi protesta sociale prolungata nel tempo. Un provvedimento di per sè “terroristico” e un attentato alle garanzie costituzionali da parte di una minoranza della Procura torinese che fa indirettamente proprie le istanze e l’interesse di una lobby politico-industriale di schiacciare innazitutto l’opposizione al Tav. A ulteriore smentita dell’ex procuratore Caselli, sono ormai più di 500 i inquisiti, processati o arrestati, numeri che dimostrano che è una comunità intera sotto attacco, non singoli individui criminali.

Ha pensato infine Mario Frisetti, a nome di tutti i comitati promotori della manifestazione del 22 Febbraio, a illustrare le modalità della mobilitazione. Alquanto originali di fatto: 5 i punti di ritrovo per altrettante tematiche di lotta e cortei: piazzaMadama Cristina per il welfare, largo Nizza per il diritto alla casa, via Garibaldi per la difesa della terra e contro il terrorismo di Stato, piazza 18 Dicembre (Porta Susa) contro la devastazione del territorio, piazza Baldissera per i treni pendolari e contro l’alta velocità. Tutti alle 13 per confluire in un unico corteo  alle 15 da piazza Castello.