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Avere governi stabili? L’esempio della Svizzera

Ogni giorno sentiamo parlare di possibile crisi di governo. Ma negli altri paesi funziona così? L'esempio della vicina Svizzera

di Davide Gionco.

Non esistendo la possibilità di sfiduciare il , non esiste neppure la possibilità per il di porre il voto di fiducia su una propria proposta di legge e, quindi, di ricattare il .

La foto qui sopra è la foto dei presidenti del Svizzero ovvero dei capi del governo della , paese confinante con l’Italia e noto per la sua grande , che lo rende sede privilegiata (anche per motivi di trattamento fiscale) di molte multinazionali.
L’attuale presidente della Svizzera, che la rappresenta a livello , è Simonetta Sommaruga.
Probabilmente quasi nessuno in Italia sa che in Svizzera ogni anno viene cambiato il presidente del Consiglio Federale.
Negli ultimi 5 anni la Svizzera ha avuto 5 diversi presidenti.
Negli ultimi 12 anni (quelli della foto) ben 8 persone diverse hanno ricoperto l’incarico.

Il governo svizzero, chiamato Consiglio Federale, è composto da 7 consiglieri (più un cancelliere), corrispondenti ai nostri ministri. Fanno i ministri a rotazione, scambiandosi ogni anno il ruolo. Un anno un consigliere è ministro delle finanze, l’anno successivo è ministro della giustizia.
E’ l’Assemblea Federale, corrispondente al nostro parlamento, che ogni anno vota chi all’interno del consiglio federale sarà presidente per il nuovo anno.
I consiglieri vengono eletti sempre dall’Assemblea Federale ogni 4 anni, indipendentemente dalla legislatura. Ovvero non sono legati ad una maggioranza politica in parlamento. Quando sono scaduti i 4 anni, il parlamento come costituito in quel momento vota la fiducia ai consiglieri federali.
E’ peraltro usanza che i consiglieri federali, salvo rarissime eccezioni, vengano sempre riconfermati. Quindi una volta che un consigliere entra nel governo, vi ci resta fino a quando non deciderà di dare le dimissioni (o per decesso).
I consiglieri federali vengono generalmente eletti a larga maggioranza, un po’ come avviene in Italia per il presidente della repubblica, con accordi fra i principali partiti dell’Assemblea Federale.

Da un lato abbiamo una forte discontinuità nella presidenza del Consiglio Federale. Dall’altro lato abbiamo una forte stabilità del governo, che dura al di là di qualsiasi cambiamento nell’assemblea legislativa (l’Assemblea Federale) che vota i ministri e che vota le leggi.
Non esistendo la possibilità di sfiduciare il governo, non esiste neppure la possibilità per il governo di porre il voto di fiducia su una propria proposta di legge e, quindi, di ricattare il Parlamento.
Se il Governo ritiene di fare una proposta legislativa, la fa pervenire al Parlamento (bicamerale), il quale serenamente decide di votare a favore o contro, senza che questo abbia implicazioni sulla tenuta del Governo.

Il Governo, potere esecutivo, è tenuto ad eseguire le leggi che il Parlamento vota.
Semplice, stabile e democratico.

In Italia, invece, la necessità di un voto di fiducia del Parlamento al governo in carica legata alla legislatura, causa una forte instabilità politica ed una riduzione del livello di democrazia.
Il Governo italiano, infatti, può ricattare il Parlamento ponendo la questione di fiducia su di un provvedimento legislativo.
Se la fiducia non viene votata, cade il governo e si rischia di andare ad elezioni anticipate, cosa che i deputati in genere non vogliono fare.
E questa è un’arma di ricatto del governo nei confronti della rappresentanza democratica espressa dal Parlamento.

Nello stesso tempo il Parlamento non può ricattare il Governo, minacciandolo di fare cadere.
In questo modo il Parlamento fa le leggi e il Governo le esegue.
Le leggi cambiano in funzione delle opinioni dei parlamentari eletti e non in funzione dei cambi di maggioranza “in blocco” e dei cambi di governo.

Un sistema politico molto più stabile, democratico, che dà fiducia alle imprese che si vogliono insediare sul territorio, essendo molto improbabili degli improvvisi cambi di linea politica.
L’Italia ha molto da imparare dai vicini svizzeri.