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“Avete massacrato Stefano Cucchi”. Anonymous viola il sito del Sap

Anonymous penetra nel sito del Sindacato autonomo di polizia e ne diffonde il contenuto

di Daniela Giuffrida

“Vili fascisti in camicia blu della polizia, non solo avete massacrato Stefano Cucchi ma avete anche umiliato la sua famiglia con un processo farsa che ha lasciato tutti impuniti”. L’accusa che lancia Anonymous contro le forze della Polizia di Stato che avrebbero provocato la morte di Stefano Cucchi e definite dagli hacher “carnefici di Stato”.
Secondo il Fatto Quotidiano che riporta la notizia, gli hacker avrebbero violato l’archivio del sito del Sap, Sindacato autonomo di polizia e avrebbero diffuso file contenenti numeri di telefono, mailing list e i contenuti del forum interno degli iscritti, rendendo noti tutti i messaggi privati scambiati tra gli appartenenti al sindacato.
Ma gli Anonymous”non si sono fermati soltanto a pubblicare i file, nel loro comunicato hanno chiesto maggiori controlli sull’operato degli agenti e provvedimenti volti a limitare e controllare l’operato delle forze dell’ordine.
Hanno chiesto “una legge contro la tortura da parte delle forze dell’ordine, una continua video sorveglianza nelle Questure e nelle carceri, leggi che permettano di espellere dalle forze dell’ordine e di punire adeguatamente chi tra gli agenti si sia macchiato di maltrattamenti, percosse o molestie contro persone in stato di fermo, arresto o comunque sotto custodia”.
A sommuovere gli animi, tra le altre gravi cose connesse alla morte di Stefano Cucchi, ci ha pensato il segretario del Sap Giann Tonelli, il quale aveva infatti dichiarato di voler chiedere la revisione del processo per la morte di Federico Aldrovandi, in quanto convinto dell’innocenza degli agenti condannati; e per sovrammercato, dopo la decisione dei giudici di assolvere gli imputati per la morte di Stefano Cucchi, avrebbe affermato in un comunicato: “Se uno ha disprezzo per la propria condizione di salute, se uno conduce una vita dissoluta, ne paga le conseguenze”. Anonymous non si è fatto attendere.

D.G. 12.11.14

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