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Bagarre in Senato per l’accordo Italia-Francia sul Tav

Dura opposizione in aula del M5S contro l'accordo che regala alle mafie piena libertà d'azione grazie all'approvazione dell'accordo bilaterale Francia-Italia

di Davide Amerio     

La dura e strenua opposizione del Movimento 5 Stelle al Senato non è stata sufficiente a fermare l'ignobile decreto del governo che ratifica l'accordo Italia-Francia con una completa cessione di sovranità sulla gestione dei lavori per il Tav a favore dei cugini francesi. Un grande regalo per LTF e la criminalità organizzata ringrazia.

Un risultato atteso, ci confessa (Senatore ) abbiamo fatto il possibile con le attuali forze in parlamento per far comprendere la gravità di questo atto ma i favorevoli sono stati 173, 50 contrari e 4 gli astenuti.

Nel suo durissimo intervento per la dichiarazione di voto Scibona ha chiamato in causa la Direzione Antimafia, il Procuratore generale della Corte d’Appello, organi ai quali il M5S ha inviato note documentative in merito al testo dell’accordo sollevando la questione del chiaro aiuto offerto alla criminalità organizzata che viene praticamente sancito dal trattato.

Chi vota a favore di questa legge ignora o fa finta di ignorare, ipocritamente, le conseguenze, a partire dalle disposizioni dell’Europa che chiedono specificatamente delle normative antimafia e che in questo caso sono totalmente assenti. Questo accordo cede la sovranità di un pezzo di territorio italiano (la Val Susa) alla giurisdizione francese che non ha alcuna protezione legislativa contro la criminalità organizzata e si giunge a specificare, con l’art. 10.1 lettera -d-, che “chiunque subisca un danno a causa della costruzione e gestione del TAV non potrà più chiedere giustizia ai giudici italiani ma dovrà rivolgersi al diritto ed alla costituzione francese“. Considerando le recenti condanne inflitte per i lavori Tav nel Mugello questo articolo è una vera beffa che sacrifica la Val Susa sull’altare degli interessi che ruotano intorno all’alta velocità, sottolinea amaramente il senatore Scibona.

Questo è un aiuto alla Mafia e alla n’drangheta accusa nel suo intervento dagli scranni del . Il Movimento 5 Stelle aveva presentato oltre 1000 emendamenti e 12 ordini del giorno per contrastare questo accordo in aula ma la maggior parte sono stati respinti e contrariamente a quanto vanno dicendo alcuni deputati della maggioranza il testo non sarà più emendabile una volta approvato.

L’intervento accalorato di Scibona è stato seguito con attenzione dai colleghi del movimento che si sono muniti di fazzoletti No Tav indossati o adagiati sui banchi e si è concluso facendo riecheggiare il grido di lotta e di dolore della Val Susa: ‘A Sarà dura…

Dopo il risultato della votazione gli animi si sono riscaldati: provocazioni del solito senatore Esposito che, soddisfatto della vittoria, si fa beffe dei 5 stelle; il senatore Alberto Airola reagisce agli insulti del forzista Franco Cardiello mentre dai banchi del movimento i cinquestelle gridano in coro “fuori la mafia dallo Stato”.

Accuse reciproche con i colleghi del PD che si lamentano per la reazione dei grillini. I commessi evitano il peggio e la seduta viene sospesa.

Anche oggi si scrive un’altra  triste pagina per la nostra (ex)democrazia.

D.A. 09.04.14