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Beppe Grillo Vs Perino un commento

di Orso Grigio – dal suo profilo FB, per gentile concessione

Rivolgendosi al leader dei no Perino, ha detto che “non avere i numeri per bloccare l’Alta velocità non significa tradire”
No, caro Beppe, non ci provare. Non con noi. Non siamo scappati di casa e nemmeno scesi dai monti con la piena. Abbiamo votato il M5S dopo scelte dolorose ma l’abbiamo fatto convintamente e lealmente.
E pretendiamo la stessa lealtà.

La chiusura del Tav doveva essere un punto fermo del programma, irrinunciabile, come e più del reddito di cittadinanza. Non abbandonata al destino di un’inutile analisi costi benefici e quindi ad un voto parlamentare che sarebbe stato comunque perdente visto che il Movimento era l’unico contrario. In quel programma si doveva sentire il peso maggiore del M5S, che aveva – e ha, cazzo – il doppio dei parlamentari della Lega.

E certe scelte andavano imposte, pena fermarsi al giro di ricognizione e annullare la gara. Quell’accordo era una cazzata e si doveva tornare subito al voto per costringere gli italiano a scegliere, ma questo è quello che penso io e non conta. Perciò torniamo ai fatti.

C’erano rapporti di forza evidenti in quel momento, e non solo numerici, e dovevano pesare. Altrimenti, ciao. Capisco i disastri di Casalino e della Castelli persa nel suo telefonino, che è stato come portare i passerotti al gatto (cit. Trautman), ma qualcosa di più andava fatto, ed era possibile.
Non si sperculano così gli elettori.

Così la Madre di tutte le promesse è diventata la Madre di tutti gli errori, che ha partorito poi tutta una progenie di disgrazie, dalla mancata autorizzazione a procedere contro Salvini al voto dell’altro giorno sul decreto sicurezza.
Ci siamo fatti zimbellare come polli.

E adesso, un’opera di cui non fregava, e non frega, un cazzo a nessuno, visto che se ne parla a vuoto dal paleozoico, già prima dell’era Berlusconi, verrà fatta, non perché diventata improvvisamente utile, ma solo per brandirla come lo scalpo del Movimento e attaccarla alla cintura dei trofei. E per mettere le basi di un appoggio esterno del pd al prossimo governo della Lega, così per essere del tutto sicuri che i 5S, e soprattutto chi si è fidato di loro, non rompano più il cazzo.

Gli errori si pagano. Forse i ragazzi non lo sapevano ancora, giovani, ingenui, un po’ storditi e abbacinati da quel boccone di potere, ma tu, come me, certe cose le sai. Avresti dovuto vigilare, consigliare. Gliel’avresti dovuto dire a Di Maio che stava facendo un mare di cazzate! Come un padre con un figlio.
E invece.

Ah, visto che ci siamo, sempre a proposito di cazzate giganti, vorrei chiederti quanto deve durare ancora quest’agonia. Cazzo, accetterete ancora l’umiliazione di farvi trattare a pesci in faccia per poi farlo decidere a Salvini quando staccare la spina? Neanche la dignità di togliervi dai coglioni avete!

Vedi, qui ci vorrebbe un vaffanculo, di quelli catartici, liberatori, che conosci bene e nei quali eri maestro, ma è più forte il dolore.
E ti abbraccio lo stesso.