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Beppe Scienza a Susa: il risparmio tradito

Il professore racconta la storia del risparmio gestito e della previdenza in Italia; le verità scomode che non vengono raccontate dalla stampa di regime

di Davide Amerio                                                                                          

Mercoledì 16 Aprile il Movimento 5 Stelle di Susa ha organizzato un incontro con il Prof. Beppe Scienza presso il salone Rosaz in Susa.

Davanti ad un pubblico attento il professore, già docente di Matematica presso l'Università di Torino, ha snocciolato i risultati dei suoi studi quarantennali che hanno messo sotto esame la gestione del risparmio e della previdenza in Italia.

Scienza è autore di libri che raccolgono le analisi da lui realizzate durante la sua carriera tra questi: “Il tradito“, “La pensione tradita” e “Fondi, polizze e Parmalat. Chi è peggio?“.

Come ampiamente documentato nei suoi libri egli ha illustrato ampi esempi della pubblicistica specializzata che sulle testate principali (Sole 24 ore, Il Mondo, La Stampa, Corriere, Repubblica) ha fornito informazioni fuorvianti e di parte sui dati e sulle prospettive del risparmio e della .

I conflitti di interessi sono sempre stati all’ordine del giorno; l’esperto di turno (spacciato come tale) è quasi sempre un responsabile di qualche fondo che ha interessi specifici nel consigliare i risparmiatori nel rivolgersi ai fondi gestiti.

Se sommiamo i valori economici persi con i numerosi crack finanziari che si sono succeduti negli ultimi decenni (Parmalat, Cirio, Argentina…) raggiungiamo la ragguardevole cifra di oltre 12 mld di euro. Soldi bruciati, spariti che hanno potuto essere recuperati solo in minima parte da parte dei risparmiatori dopo difficili battaglie giudiziarie.

Sono anni che , , governi, stampa, consigliano di rivolgersi ad esperti per gestire il proprio risparmio indirizzandosi alle così dette forme di “risparmio gestito”: fondi comuni, polizze assicurative, fondi pensione, gestioni patrimoniali e altro.

Ma questa “industria” del risparmio è affidabile? I dati dicono di no. Ogni hanno costoro perdono (e quindi fanno perdere ai sottoscrittori) una cifra che va dai 20 ai 26 mld di euro.

Una volta, racconta , il problema con chi gestiva il denaro altrui era che potesse scappare con “la cassa”. Oggi le leggi impediscono questo tipo di fuga ma hanno autorizzato (e legalizzato) una “tosatura” dei patrimoni tramite commissioni fisse del 2%. Non c’è più bisogno di scappare… ogni anno questi gestori hanno a propria disposizione una cifra fissa prelevata dai patrimoni dei clienti al di là dei risultati ottenuti.

Ma non è tutto. Manca assolutamente la trasparenza su come e dove vengono impiegati i soldi dei sottoscrittori. Anche qui nel rapporto tra banche e assicurazioni e fondi i conflitti di interesse non mancano. I clienti non hanno diritto di sapere quali titoli e a che prezzo vengono acquistati e successivamente rivenduti. I reali margini di guadagno (e perdita) sono tenuti nascosti e i clienti possono solo conoscere i risultati che fornisce il gestore. Fino al 1990 questi erano costretti almeno a comunicare il prezzo medio dei titoli negoziati ma ora non più.

Per quanto riguarda il discorso del TFR (trattamento dei fine rapporto) ciò che è accaduto con i governi (e relativi ministri economici) succedutesi nel tempo (Tremonti, Maroni, Prodi), sotto la spinta dei sindacati (unici veramente interessanti a far confluire i TFR nei fondi pensione da loro co-gestiti) e la complicità della stampa ( che terrorizzava letteralmente il pubblico minacciando povertà per coloro che non avessero sottoscritto un fondo pensione) ha superato ogni limite di decenza ma tutti quanti sono stati puniti dai cittadini che in maggioranza hanno snobbato l’adesione ai fondi privati.

Qui la registrazione integrale della serata.

D.A. 18.04.14