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Caat. La “normalizzazione” mette a rischio i lavoratori

A rischio una cinquantina di posti di lavoro ma per ora il sindacato si limita a vigilare e non chiama allo sciopero.

di Fabrizio Salmoni

 “Vogliamo accendere i riflettori sul e mettere in regola tutto quello che è fuori” questo il concetto espresso dall’Assessore comunale Mangone per varare la cosiddetta normalizzazione, vale a dire un processo di controllo e ristrutturazione tra le componenti , coop e grossisti, che muovono il mercato agroalimentare. La verifica sta mettendo in luce soprattutto le difficoltà di quattro cooperative e un grossista a operare regolarmente. Una di quelle, la Coop 2008, ha mandato una lettera di avviso licenziamento ai suoi dipendenti preannunciando la chiusura, cosi come il grossista Agritalia che da solo occupa due capannoni con 38 dipendenti. Agritalia è da tempo nel mirino del sindacato Si.Cobas che ne denuncia gli orari eccessivi (fino a 16 ore al giorno), lo sfruttamento del lavoro femminile, le forme di concorrenza sleale, e le numerose insolvenze in materia di stipendi e contributi.

Per voce del suo segretario, , il Si.Cobas respinge le proposte di affidarsi agli enti pubblici per soluzioni raffazzonate come la mobilità e dichiara lo stato di agitazione per vigilare sul rientro immediato dei lavoratori in altre cooperative e con chi subentrerà a Agritalia. Tuttavia non sarà sciopero subito. Il sindacato vuole monitorare la situazione e lasciare che la direzione del Caat proponga soluzioni ma conferma  con forza che nessuno deve rimanere fuori. (F.S. 21.3.2015)