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Campeggi NO Borders: repressione e intimidazione ma la protesta resiste

La cronaca del campeggio No Borders, che si è svolto fra il 5 e il 15 di agosto a Ventimiglia, è una storia di violenze: quelle perpetrate ai danni degli attivisti da parte delle forze dell'ordine, in un clima di repressione e intimidazione continua.

di Ilaria Bucca.

Il campeggio a ha avuto luogo fra il 5 e il 15 di agosto, sulle alture della città ligure, per manifestare solidarietà ai migranti e per esprimere dissenso politico nei confronti di Dublino 3. Il clima è stato di tensione continua a causa delle azioni di repressione delle forze dell’ordine. Che le cose non sarebbero state semplici, per gli attivisti, era chiaro sin dal primo giorno. Venerdì 5 agosto i circa due- trecento migranti che hanno provato a occupare la scogliera dei Balzi Rossi sono stati sgomberati dalla Polizia, che non ha risparmiato né il dispiegamento delle forze, né l’uso della violenza. Anche i solidali che hanno provato a portare loro acqua e provviste sono stati fermati dalla Polizia e portati in caserma.

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Il giorno successivo, sabato 6 agosto, gli attivisti, impegnati in una marcia pacifica di protesta contro gli accadimenti del giorno precedente, hanno ricevuto lo stesso trattamento. Erano circa una trentina i solidali che, dopo aver volantinato sul lungomare dalla foce del Nervia a quella del Roja, si stavano dirigendo verso il Parco Roja, dove i migranti sono stati collocati nel mese di luglio e dove attualmente si trovano. Abbiamo intervistato uno dei presenti, il quale ha dichiarato che la loro intenzione era quella di andare a porgere un saluto agli stranieri trattenuti nella struttura, in cui cibo, letti e cure mediche sono insufficienti. Purtroppo la Polizia non ha reso loro possibile raggiungere la meta: due camionette della Polizia li hanno seguiti mentre percorrevano via Tenda, una ha superato il piccolo corteo in marcia e ha sbarrato la strada. Gli agenti sono scesi dalle camionette e hanno iniziato a lanciare contro la piccola folla gas lacrimogeni.

Quando i presenti hanno cercato di scappare, gli agenti hanno iniziato a manganellare alla cieca, ferendo anche una passante a un piede. Un agente è morto, per infarto, ma subito la responsabilità è stata attribuita alle azioni violente dei manifestanti, che, come si è già detto, si sono in realtà limitati a fare un volantinaggio e una passeggiata pacifica. Né l’autopsia, né le immagini danno ragione a questa interpretazione: l’uomo è stato stroncato da un attacco cardiaco, poi investito dalla camionetta. I manifestanti non hanno avuto la possibilità di difendersi e sono scappati, disperdendosi alla rinfusa. Sette persone sono state fermate e trattenute in caserma. Raccontano di aver subito le minacce dei poliziotti: “Veniamo al campeggio e vi ammazziamo tutti” è quanto si è sentita dire una delle donne fermate. Un ragazzo e una ragazza sono stati portati in carcere: lui a Imperia, lei a Ponte Decimo.

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Le accuse sono di lesioni agli agenti di Polizia. Nello stesso giorno, sono stati emessi 50 fogli di via da Imperia e da Ventimiglia, oltre a 15 interdizioni dall’Italia per i francesi, della durata di tre anni. Intanto, la sede del Free Spot, l’associazione che da ormai quasi un anno è stata costituita per raccogliere cibo e vestiti per i migranti, è stato perquisita e chi era dentro è stato portato in caserma, dove ha passato tutta la notte.

Nella sera di sabato si è svolta un’assemblea al campeggio: circa duecento persone hanno partecipato. É stata presa la decisione di non manifestare il giorno seguente, ma di fare una conferenza stampa, per evitare ulteriori violenze da parte delle forze dell’ordine. Nella giornata di domenica tre solidali hanno quindi parlato alle telecamere, da Ventimiglia vecchia, per spiegare le loro ragioni e raccontare che cosa era veramente successo il giorno precedente.

Lunedì si sono svolti due presidi, uno davanti al carcere di Imperia e uno a Ponte Decimo, per manifestare solidarietà agli arrestati. I due sono stati rilasciati martedì.

Il campeggio, che sarebbe dovuto durare solo fino al 10, è stato prolungato fino al 15: vista la gravità dei fatti, si è sentita la necessità di riunirsi più a lungo per ragionare sull’accaduto. Il tentativo delle forze dell’ordine di mettere a tacere, con la violenza, la protesta di chi non accetta un’Europa razzista e xenofoba non ha funzionato: l’opposizione è ancora viva e forte.

(I.B. 15.09.16)