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Carovana delle Alpi 2014: Le bandiere nere e verdi di Legambiente

In Piemonte e Valle d’Aosta Legambiente assegna 2 bandiere nere ai nemici della montagna e 3 verdi a chi mette in atto pratiche ecosostenibili “Il futuro della montagna e di chi ci vive e lavora passa dal rispetto delle sue bellezze e caratteristiche, che vanno preservate e valorizzate” Da luglio ad ottobre tante iniziative tra campi di volontariato, escursioni, passeggiate e rappresentazioni teatrali

di Valsusa Report.

Si legge nella presentazione di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta – le , gioiello unico e troppo spesso oggetto di una cattiva gestione del territorio e di abusi edilizi, sono le protagoniste della Carovana delle che dal 2002 attraversa l’intero arco alpino per difendere e valorizzare l’immenso patrimonio naturale e culturale custodito in questi luoghi. Per il tredicesimo anno, Legambiente consegnerà le bandiere nere e quelle verdi per denunciare gli abusi e premiare chi valorizza, con progetti di tutela e salvaguardia, la bellezza dei territori montani. Quest’anno sono otto le bandiere nere che l’associazione ambientalista dà ai nemici della montagna, per i danni causati al territorio da amministrazioni e . Delle 8 bandiere nere, 2 sono state assegnate in Piemonte e Valle D’Aosta. Non mancano però le buone pratiche ecosostenibili e le idee positive per unocels1 sviluppo locale green, come testimoniano le dieci bandiere verdi assegnate, delle quali 2 in Piemonte e 1 nella regione valdostana.

Si scopre così che una bandiera nera va in Val di Susa al Comune di Exilles –  per la perseveranza con cui opera nell’intento di trasformare il piano regolatore, adibendo a zona edificabile la frazione Cels: un terreno instabile e soggetto a forte rischio di alluvioni. Le ripetute segnalazioni da parte delle associazioni ambientaliste, degli esperti del settore e della Regione Piemonte non sono state prese in considerazione dal Comune che prosegue nell’intento di distruggere e contaminare un naturale che non può sostenere l’impatto di un intervento umano di così vasta portata senza tenere in considerazione le conseguenze derivanti dal consumo di suolo.

Prova nel tempo quando la stessa fu tra le più colpite dall’evento alluvionale del 2000 dove venne ricoperta di fango ed acqua in seguito all’esondazione del rio Echalette. Ne è in questo periodo di pioggie dove gli smottamenti e le cadute massi sono costanti e giornaliere, non di poco tempo fa lo scivolamento di fanghi che ha coperto la strada di accesso alla frazione.

V.R. (30/07/14)

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