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Caso Alessio/Numa: la Corte non archivia

bruno caccciaTorino, 9 maggio 2013. Si è svolta stamane presso l’Aula 38 del Tribunale di Torino l’udienza del processo per diffamazione contro ignoti intentata da Alessandro Lupi, reporter No Tav, per l’operazione di disinformazione per via informatica e per via diretta verso testimoni condotta dal famigerato giornalista de La Stampa Massimo Numa. Nelle fasi precedenti il giornalista ha riconosciuto di aver utilizzato il server de La Stampa sotto pseudonimo (Alessio) per avvalorare la tesi che il Lupi, colpito in faccia nel Luglio 2011 da un lacrimogeno presso la centrale elettrica di Chiomonte, si fosse procurato il danno cadendo (si presuppone con lo scopo di discolpare la Questura dalla preannunciata denuncia del Lupi per lesioni). A proposito dell’identità di Alessio, il Numa ha dichiarato agli inquirenti di aver fatto da tramite per un “operatore del cantiere”, versione che risulterebbe molto inattendibile anche per le circostanze legate ai fatti e per cui sembra accreditabile la responsabilità diretta del cronista.

A fronte della richiesta del Pm di archiviare (come tutte  le denunce e gli esposti presentati alla Procura di Torino dai valsusini), l’Avv. Ghia, difensore di Lupi, ha richiesto di proseguire le indagini con una breve arringa in cui, tra l’altro, si sottolineava il ruolo di provocazione del Numa, che parlasse per sé o meno, in un momento e in una situazione già critici e incandescenti. La Corte ha quindi reputato per il momento di non archiviare e di riservarsi ancora la decisione. C’è da far notare sulla questione Numa/Alessio che sono pendenti ben due esposti presso l’Ordine dei Giornalisti del Piemonte. (F.S. 9.5.2013)

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