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Chivasso: discariche a cielo aperto, la manifestazione

I cittadini manifestano contro il degrado delle discariche. La zona è diventata un'immensa pattumiera con serio danneggiamento dell'ambiente e della salute

di Claudio Giorno.

Un sabato pomeriggio a , una passeggiata per le vie di un centro esploso a dismisura, come quelli di tanti paesi non più tali, ma senza diventare città.  Ma qui, ai piedi della collina che argina il Po a sud e poi su a nord, fino a Santhià, c’è un’altra pesante eredità nascosta sotto “il piano di campagna”: tra cascine malamente e improvvidamente abbandonate all’edilizia disordinata  e speculativa, a ridosso dell’interminabile contenitore svuotato dell’ex stabilimento Lancia a est e il corridoio “plurimodale” (autostradale & ferroviario) a ovest. E’ in quest’area che c’è forse la più grande concentrazione di dell’intera pianura padana: “crateri lunari” spesso profondi  ben oltre 50 metri, alcuni corredati da minacciosi cartelli di “sorveglianza armata”! Miniere a cielo aperto da cui – negli anni dell’edilizia trionfante –  è stata cavata tutta la ghiaia possibile, grazie all’immenso, profondissimo deposito alluvionale che si estende dal Po alla Dora Baltea con di mezzo il Malone, l’Orco e il Chiusella. Una “miniera” che, una volta esaurito l’oro grigio,  ha offerto alle cordate di impresari che erano calate in quegli anni come cavallette sulla già trascurata pianura agricola, innumerevoli possibilità speculative: dall’edificazione selvaggia cui ho fatto cenno al “capannonificio” che ha continuato imperterrito la sua espansione inversamente proporzionale al crollo verticale degli occupati. All’”esproprio amico” di reliquati (terreni interclusi dalla ragnatela infrastrutturale) dove oltre ai capannoni sono sorti outlet, ipermercati, aree di servizio, ecc., moltiplicando il valore di terreni acquistati o espropriati a prezzi vergognosi dagli agricoltori e resi impermeabili e per sempre sterili.

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E’ a questo panorama deprimente che si vuole sommare il “Progetto (la “soluzione finale per i ?) che rappresenterebbe la creazione della 5^ discarica nella sola area ricompressa tra Chivasso e Montanaro! Il nome è suggestivo (ma anche evocativo di scenari terribili), e gli sponsor – come sempre in questi casi – di “tutto riguardo”. Non voglio (soprattutto non so) addentrarmi negli aspetti tecnici che in materia di sono “naturalmente” controversi e sempre estremamente complessi. Rimando a Piero Meaglia, coraggiosissima voce, responsabilmente critica, che da anni richiama l’attenzione su questa sorta di “terra dei fuochi legalizzata” del nordovest.  Piero ne scrive instancabilmente sui giornali come in rete denunciando non solo i pericoli per la salute di una concentrazione cui qualunque impianto venga sommato non può che peggiorare la dose di veleni pro capite. Ed è molto attento a denunciare gli intrecci proprietari, gli interessi in conflitto e l’immancabile commistione tra e affari, tra istituzioni e settori inquinati della società che sembrano essere divenuti il vero motore per la crescita (malata) dell’intero paese!

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Amministratori eletti su promesse impegnative:  la Provincia – oggi Cittàmetropolitana – sin dal 2008 e il Comune nel 2010,  stabilirono infatti che nell’area non si sarebbe più dovuto portare neanche un solo metro cubo di rifiuti! Mentre oggi sono a volte le stesse persone che difendono un  impianto che presuppone una nuova discarica di ben 787.000 metri cubi di rifiuti aggiuntivi! Un’area immensa al confine con  Montanaro, proprio davanti alle case e dove giacciono già  4milioni di mc suddivisi tra le altre quattro discariche!. Un’area in cui negli ultimi anni è successo di tutto: incendi dolosi, inquinamento delle falde con metalli pesanti (il  riferimento alla terra dei fuochi non è stato richiamato a cuor leggero). Un’area in cui i pericoli per chi vi abita si chiamano chimica Rivoira, centrale Edipower,. tutti insediamenti non adatti ad un territorio che ha subito le disastrose alluvioni del 1994 e nel 2000 i cui danni non sono certo stati attenuati dalla presenza di innumerevoli cave: Borra, ancora da bonificare, Torrazza autorizzata a discarica, Cogefa (tra Rondissone e Torrazza), destinata a ricevere lo “smarino” della Valle di . Senza dimenticare le migliaia di metri quadri di copertura in eternit dell’ex stabilimento Lancia e che siamo a pochi Kilometri da  Saluggia e che una parte degli “inerti” destinati alle discariche di zona verrebbero proprio dai lavori progettati per la ristrutturazione del deposito nucleare di Sogin!)!

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Mentre si assiste al paradosso di un sindaco che promuove la “soluzione finale” dimenticando che venti anni fa, come consigliere comunale dei “”, si batteva contro la discarica e portava provocatoriamente i sacchi di immondizia nella sala del consiglio comunale.

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Ed è questo – contro il dilagante trasformismo dei politici – il segnale (secondo me) più confortante che viene dalla manifestazione di Chivasso, la città della famosa “Carta” i cui contenuti di civiltà sono riecheggiati in molti degli interventi conclusivi di ieri nella bella piazza del Duomo anche se mi pare che nessuno vi abbia fatto esplicito riferimento. Una “presenza” implicita nel reiterato e accorato invito ai cittadini (manifestanti e no, visto il gran numero di persone sedute nei dehor in un pomeriggio di fine ottobre ancora tiepido) a “riprendersi” la tutela dei propri diritti, alla salute innanzitutto, al futuro dei tanti bambini che coloravano il corteo, a non delegare più niente a una classe politica di cui ogni giorno che il Buondio manda in terra scopriamo sempre più miserabili accrocchi.

(C.G. 26.10.15)