Notizie Flash

Compensazioni e voto di scambio

Possono anche chiamarle compensazioni ma sono ben altro. E viaggiano su un sottile limite di legalità. Ma che classe politica è quella che punta apertamente sui soldi per comprare voti? Venedi 27 Dicembre il Consiglio dei Ministri ha "varato" il decreto cosiddetto Mille Proroghe, cioè un insieme di emendamenti alla Legge di Stabilità ma poco o niente compatibili con gli scopi di questa, per soddisfare le richieste delle Mille Lobbies che assediano abitualmente il potere politico. Le richieste erano talmente tante da costringere il Presidente del Consiglio a dichiarare pubblicamente di non essere Babbo Natale per manbandabassotticanza di risorse sufficienti (fossero state sufficienti si presume di conseguenza che Letta avrebbe tranquillamente imbardato le renne Randolph e Rudolph per portare anche quei regali...). Ma passiamo oltre. Nel Mille Proroghe dovrebbero esserci quei 10 milioni destinati alle cosiddtte compensazioni per la Val Susa per cui tutti i promotori del Tav si sono spesi per mesi in energie e proclami allarmati in vista delle elezioni amministrative a Susa e Chiomonte. L'allarme è più che giustificato perchè, a giudicare dai più recenti risultati elettorali soprattutto del Pd in provincia di Torino, il consenso al Tav e alle politiche collegate si è eroso al massimo. E' dalle elezioni per la Comunità Montana del 2010 che il gioco dei partiti è quello di dimenticare gli insulti  reciproci e di coalizzarsi "purchessia", nelle forme più contronatura pur di contrastare le liste No Tav. Finora con pessimi risultati,

malgrado le minacce e i ricatti più bassi, l’esclusione dei sindaci dalle sedi di discussione, l’uso dei quisling, e tutto quello che sappiamo.

Per continuare gli scavi di Chiomonte e per l’installazione dei cantieri a S. Giuliano di Susa c’è bisogno di mantenere almeno i caposaldi istituzionali nei rispettivi comuni perchè senza quelle ultime due trincee la marea No Tav si impossesserebbe di tutte le istanze decisionali delle amministrazioni comunali. Per quei 10 milioni che i partiti e la lobby del Tav si ostinano a chiamare compensazioni , si è agitato il solito “Bingo” Esposito la cui sconsiderata aggressività caratteriale è alla base della quasi scomparsa elettorale del suo partito in Valle e in provincia; si è agitato Virano, Torinese dell’Anno per la lobby; nella sua Commissione intergovernativa; si è agitata la sindaca Amprino con minacce poco velate di togliere il suo appoggio al progetto se non arrivassero i fondi (“…deve essere chiaro che non possono pensare di realizzare alcunchè senza preparare – grassetto dell’autore –il territorio…”); si è agitato addirittura il mitico procuratore Caselli che, andando  molto oltre le sue competenze da magistrato si è rivelato, se ce n’era bisogno, nel suo ruolo politico facendosi in prima persona promotore delle compensazioni; si è prestato il ministro Lupi. L’hanno detto e ribadito chiaramente e più volte che quei soldi sono necessari per vincere le elezioni a Susa. Non siamo ingenui, soldi e interessi muovono sempre la politica ma quei meccanismi dovrebbero essere finalizzati almeno a programmi condivisi, a strategie di progresso verificabili. Ma uno Stato, una classe politica senza più alcun pudore, senza più valori, senza più dignità, che puntano sui soldi per comprare i voti e sul gioco d’azzardo per sopravvivere economicamente che legittimità hanno?. Siamo a questo punto. C’è nessuno che ha qualcosa da dire?

Abbiamo dunque capito che quei 10 milioni saranno usati per confermare il voto di quegli ambienti susini favorevoli al Tav e per cercare di comprare il restante consenso necessario per confermare il controllo dei politici amici sui lavori e gli appalti molto auspicati. Questo si chiama voto di scambio ed è regolamentato negli art. 416 bis, comma 3 e 416 ter del Codice Penale, gli stessi che riguardano l’associazione di tipo mafioso. Leggiamone la definizione: “Il voto di scambio è il voto dato regolarmente da un elettore, ma non motivato da scelte politiche frutto di riflessioni sincere e disinteressate, bensì corrotto da qualche tornaconto ricevuto da parte di chi si candida o chi per lui.” Pur essendo frutto del clientelismo politico e atto di per sè eticamente deprecabile, può essere legale (es. una modifica in Pgt di destinazione d’uso di un terreno) ma, attenzione, può essere illegale quando un politico offre in cambio del voto qualcosa che non è legittimato ad offrire. E qui il limite si fa sottile se pensiamo alle tante illegalità o irregolarità piccole e grosse del cantiere di Chiomonte, come anche verificato dalla più recente visita dei parlamentari 5Stelle: non ci sono le mappe dell’area cantiere autorizzata dal Cipe, dell’area militare, di deposito materiale; niente progetto esecutivo, i serbatoi di carburante e i motogeneratori sono privi dei sistemi previsti dalle norme vigenti per evitare la dispersione nel terreno di olii e carburante. Solo per dirne alcune e trascurare le mille denunce ed esposti pregressi.Se aggiungiamo il curriculum giudiziario delle poche imprese valsusine attive nei lavori e l’attività criminale di fiancheggiatori del Tav (le minacce, gli incendi dei presidi, ecc.) vedremmo confermate le coincidenze di interessi malavitosi che i valsusini denunciano da sempre. Quanto le presenze malavitose incamereranno di quei 10 milioni cosi invocati? Quanto il voto di scambio attivato con questi fondi supererà il limite della legalità? Quanta responsabilità allora avrebbero (avranno) tutti coloro, politici e illustri difensori della legalità, che si sono adoperati nei fatti e a parole, direttamente e indirettamente, per procurarli? Meditate gente, meditate…Diventa quindi fondamentale, anche sulla base di tali presupposti, l’iniziativa dei parlamentari No Tav sia per vigilare e opporsi allo stanziamento sia per prefigurare ulteriori strumenti legislativi, come la responsabilità civile sul cattivo utilizzo dei fondi pubblici, che rovinino il sonno agli “interessati” in attesa del giorno in cui la grande opera dovrà essere fermata. (F.S.)

No tags for this post.