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Comunicato Stampa. La Procura cerca una sponda

Comunicato Stampa. La Procura cerca una sponda

Apprendiamo da agenzie di stampa che la Procura della Repubblica di Torino ha inserito, nel processo contro 4 attivisti NO TAV, quale parte offesa, l’Unione Europea. Tale attività della Procura della Repubblica di Torino può essere vista solo ed esclusivamente quale elemento, di natura autoreferenziale, utile a sostenere l’insostenibile accusa di terrorismo ed eversione.

Dalla lettura dei quotidiani si rinviene che tale accusa è suffragata dal carattere strategico dell’opera Torino Lione.

Mai accusa si fondò su presupposti internazionali così falsi ed inesistenti:

l’Unione Europea non ha MAI richiesto all’Italia la costruzione di una linea ad alta velocità tra Torino Lione: è stato il Sottosegretario di Stato per le infrastrutture e i trasporti, Rocco Girlanda, ad ammetterlo avanti al Parlamento:

“Detto progetto (Ndr. Tav Torino Lione) non è, in effetti, secondo le
previsioni europee, un percorso cosiddetto ad alta velocità”

L’unione Europea è si parte offesa, ma nei confronti di quei politici, amministratori e funzionari pubblici che, con artifici e raggiri, hanno rappresentato alla Commissione Europea un dato falso per poter ottenere i finanziamenti europei: la saturazione della linea esistente!

Il business illecito è proprio basato sui dati falsi forniti alla Commissione Europea che hanno permesso all’Italia di rappresentare falsamente alla UE la necessità di creare in Italia ed in Francia una nuova linea ferroviaria nell’ambito dell’asse 6 TEN-T che NON E’ PREVISTO AD ALTA VELOCITA’, ma solo quale linea convenzionale.

E tra l’Italia e la Francia esiste già una linea convenzionale sottoutilizzata!

Folle pensare che la UE possa essere parte offesa nei confronti di chi si oppone, seppur vivacemente, a questa grande opera criminale utile solo alla corruzione, alla mafia e al saccheggio della cosa pubblica, nazionale ed europea.

Vogliamo ricordare alla della Repubblica di Torino che importanti istituzioni francesi, quali il Conseil des Ponts et Chaussées (Commissione di controllo del governo francese febbraio 2003) e la stessa Corte dei Conti transalpina si sono pronunciate più volte contro il progetto della del Tav Torino Lione.

Riteniamo che la Procura della Repubblica di Torino sia ormai affetta da una sorta di pregiudizio nei confronti di chi si oppone al Tav Torino Lione e non più solo in modo inconsapevole: l’aver indicato, quale parte offesa, l’UE ne è il sintomo più evidente ed allarmante.

E non dimentichiamoci dell’ultimo rapporto della Commissione europea.
Nel Rapporto 2014 anticorruzione viene indicato che in Italia il 40% del costo degli appalti pubblici è rappresentato da fenomeni corruttivi che generano tangenti e che nel medesimo rapporto si cita espressamente il Tav/Tac Torino Lyon.

Invitiamo la Procura della Repubblica di Torino a leggere tutte le nostre considerazioni, provate documentalmente, contenute nel DL istitutivo della Commissione di inchiesta sul Tav Torino Lione.

In particolare invitiamo la Procura della Repubblica a comunicare per quale ragione non si sia ulteriormente indagato quando venne scoperto che l’aggiudicatore del Tav Torino Lione (L.T.F.) operava in assenza di un corretto codice antimafia ossia il Codice Unico di Progetto (CUP).

Ci hanno insegnato esistere nella nostra Costituzione la suddivisione montesquiana dei poteri: parrebbe che a Torino se ne possa fare a meno ……

Unica carenza degna di nota di questa lista di parti offese è la targhetta del citofono della sede dell’Osservatorio, inopportuno escluderlo.

Marco Scibona – Senatore M5S Piemonte
Alberto Airola – Senatore M5S Piemonte
Laura Castelli – Deputata M5S Piemonte
Ivan Della Valle – Deputato M5S Piemonte
Davide Bono – MoVimento 5 Stelle Piemonte