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Comunicato Stampa – Movimento NOTAV

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E’ un rituale fastidioso che si ripete da anni quello dei pacchi bomba (o bombe-pacco) e delle lettere minatorie contenenti proiettili e polverine varie recapitati qua e là. E’ ancora più fastidioso perché chi usa questa forma di corrispondenza esplosiva ha come unico risultato il can can mediatico, il far parlare di sé e della presunta vittima, creando ad arte l’ennesima occasione di accostamento tra violenza e dissenso.

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Questi metodi vigliacchi, che tra l’altro hanno colpito anche molti esponenti NO TAV, non ci appartengono, sono totalmente estranei- anzi avversi- alla nostra storia, alla nostra concezione e pratica di resistenza e lotta al sopruso rappresentato dal Tav.

Sono carognate di chi vuole semplicemente alimentare la tensione e criminalizzare ad ogni costo il movimento.

Noi abbiamo buona memoria, e senza andare a scomodare gli anni di piombo come fanno i vari Caselli, Fassino e fanfara varia, ci ricordiamo molto bene la stagione degli attentati attribuiti ai “lupi grigi”, che non è di cento trent’anni fa ma dell’altro ieri, e potrebbe (oggi come allora) non solo non essere attribuita ai No Tav o ai loro “simpatizzanti spontanei o indotti”, ma addirittura ricondotta direttamente a chi – quegli attentati – li avrebbe dovuti, li dovrebbe e li dovrà impedire.

Per chi non conoscesse la vicenda, molto istruttiva anche per chiarire il ruolo della magistratura torinese http://ebookbrowsee.net/tav-le-scarpe-dei-suicidi-pdf-d128170257

Al sindaco di Torino che invita la dirigenza NO TAV a prendere le distanze da questi episodi e ad essere coerente rispondiamo che il movimento NO TAV ha sempre predicato il rispetto per ogni forma di vita e che un dirigente del PD può parlare dei massimi sistemi, ma è meglio che si taccia in materia di coerenza, etica e onestà, dopo lo scandalo che ha portato in carcere Maria Rita Lorenzetti, importante esponente PD collegata ai massimi vertici di questo partito, accusata dalla Procura di Firenze di corruzione rispetto ai lavori del TAV in Toscana.

Valle di Susa, 5 ottobre 2013
Il movimento notav