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Consiglio Metropolitano. Intervista al neo consigliere Dimitri De Vita

Intervista al neo eletto consigliere metropolitano Dimitri De Vita.

di Leonardo Capella

A ridosso dalla recente elezione a consigliere metropolitano abbiamo intervistato . Il suo nominativo nella lista “Movimento Cinque Stelle” ha ricevuto 63 preferenze che con il metodo di calcolo del voto ponderato valgono 1.033 (il voto degli amministratori ha un valore proporzionale alla popolazione del Comune di appartenenza. N.d.R.).

De Vita è visto quale portavoce non solo degli amministratori ma anche degli amministratori non schierati nella compagine partitica. Sul nostro territorio il rifermento va principalmente a quegli amministratori che si rifanno alle Liste Civiche . Con questa intervista cercheremo di capire meglio in quali spazi De Vita intende muoversi.

La fase precedente al voto ti ha visto impegnato in un confronto con le Liste Civiche Valsusa, è stato un confronto costruttivo?

Conoscevo de visu qualche amministratore già dapprima, altri solo attraverso i loro elaborati via mail come Luigi Casel sulle cui posizioni mi sono sempre rispecchiato talora trovando ancor più di quanto mi appartenesse e questo mi ha arricchito, gliene sono grato. I sottoscrittori della lista M5S sono stati un centinaio ma sul voto nei miei confronti si è espresso solo il 60%, evidentemente altri più conosciuti hanno saputo reindirizzare la fiducia che credevo ricevuta in prestito. La stramaggioranza ha saputo andare oltre il logo che mi rappresenta ed al quale sono indissolubilmente legato, ne ha compreso il valore strumentale di partecipazione diretta e quindi non rappresentativa, ha accettato volentieri l’impegno che questo comporta e che va a sommarsi a quello già straordinario di essere liberi amministratori in valle.

Una delle maggiori preoccupazioni dei piccoli comuni è quella di essere fagocitati, quali saranno le tue azioni in proposito?

Le preoccupazioni sono evidenti, anche chi per protesta ha rifiutato la sola partecipazione al voto ovvero lo ha annullato, sarà interpellato fidando nel suo aiuto. La stessa ponderazione elettorale che spezza le gambe alle piccole comunità fa da preludio ad uno statuto orientato ad attribuire solo un parere consultivo ai Sindaci e non di veto: sarebbe una catastrofe come quella di non potersi esprimere validamente sul bilancio metropolitano o di essere obbligati ad associarsi per la riscossione dei tributi che metterebbe in serio pericolo le autonomie finanziarie. Sono invece dell’idea che le zone omogenee debbano coincidere con le unioni dei Comuni, che le stesse unioni possano convenzionarsi con la e che quest’ultima rivendichi i ruoli dell’ATO sostituendosi ad essa.

Come pensi di poter rappresentare la Valle di Susa e su quali terreni?

Non penso di rappresentare la Val di Susa, non credo nella capacità di rappresentare il prossimo se non se stessi, del resto la politica non fa altro. Mi colma il petto invece essere un servo consapevole della volontà e dei desideri espressi dai valsusini che mi adottarono nel maggio 1999 quando giunsi a Susa come medico per la prima volta.La lotta al è non è soltanto quella contro la menzogna di Stato, è un esempio di massima espressione democratica di crescita e coesione comunitaria e mi si conceda pure il termine di amore. La Val di Susa chiede dignità e giustizia, lo leggi nei volti marcati di quanti devono fare i salti mortali per arrivare alla fine del mese e di quanti non ci sono mai arrivati, di chi non riesce più a sopportare la violenza mediatica con la quale ci trattano. Giustizia sociale, equità e vera democrazia, questo vogliamo e ci spetta!

L.C. 14.10.14