Cortina d’Ampezzo, dopo le frane, l’aeroporto

Il vecchio aeroporto verrà rivitalizzato nel centro dolomitico del turismo d'élite, velivoli a turboelica per una pista più lunga.

di Valsusa Report

Una spesa di 10 milioni di euro, aereo turboelica con 30 posti a sedere e un via vai di 5 aerei giorno. Il governatore del Veneto Luca Zaia, “Magari si riaprisse l’aeroporto a Cortina. Sarebbe un’ottima chance per incrementare il turismo di qualità. Vorrei ricordare l’esempio di Asiago, dove, giusto un anno fa, ho inaugurato l’aeroporto rimesso a nuovo. un esempio da imitare”. Il pilota civile Fabrizio Carbonera, diventa il vero promotore dello scalo aereo e fonda il comitato “Cortinairport” che si prefigge di sensibilizzare popolazioni e enti sulla nuova struttura, per fare questo il passaggio obbligato consiste nel ripristino dei 1.280 metri della pista odierna in disuso dagli anni settanta (dopo alcuni incidenti aerei) e il nuovo allungamento ai 1600 metri per la sicurezza. Allungamento che vede dubbi arrivare anche dai quasi convinti dell’utilità. Il presidente delle Guide alpine cortinesi, Luca Dapaz, pone un interrogativo evidente “che diranno i turisti che cercano la pace delle vette quando vedranno passare continuamente sulle loro teste i rumorosi velivoli in atterraggio o decollo?”

Drukair_Airbus_A319L’Enac, diventa l’ostacolo che in questi giorni dovrà essere superato, sul piatto anche le ultime scariche di massi dalla montagna, di notevole entità, che si verificarono diversi anni fa durante una notte con forti boati, nelle frazioni più vicine alla montagna, cioè appunto Fiames e a Chiave e Grava. Grossi massi si staccarono dalla parete sud del Pomagagnon, la montagna che chiude la conca d’Ampezzo, verso nord, e precipitarono sul ghiaione sottostante. L’ente nazionale per l’aviazione civile dovrà così valutare tutto, anche se i proponenti guardano solo alla parte tecnica con cui, per atterrare e decollare, bastano 500 metri all’aeroporto di Fiames.

Fiames2Il comitato promotore punta anche al ricordo storico dei fasti di allora quando Gunter Sachs scese dall’aereo abbracciato alla Bardot, all’epoca sua sposa, o al cast di attori David Niven, Peter Sellers, Claudia Cardinale che arrivarono a Fiames per le riprese della Pantera Rosa (1963). E non solo, quasi sicuro il gioco informativo che pervade oramai la nazione dalla nascita delle proposte di Grandi Opere, anche qui arriva il pezzo da novanta “abbiamo intenzione di usare tecniche messe a punto da studi della Nasa e dell’università del Nebraska e che dovrebbero consentire una normale fruizione della pista nelle condizioni meteo tipiche di Cortina”, insomma una bella polpetta a discapito nuovamente della sottrazione del territorio e alla pace e bellezza della montagna nei suoi 1300 metri del paese.

Atterraggio virtuale aereoporti di montagna

Atterraggio virtuale aereoporti di montagna

Cortina d’Ampezzo non è isolata per arrivare ci sono due statali, la strada statale 51 di Alemagna, la strada statale 48 delle Dolomiti e un’autostrada la A27 poco distante, non solo vi era anche il trenino bianco e azzurro della cosiddetta “Ferrovia delle Dolomiti”, voluta a fine Ottocento da Francesco Giuseppe d’Asburgo, e costruita dagli italiani tra il 1921 e il 1964. Una ferrovia caratteristica e storica che metteva in collegamento il pianoro, forse il ripristino sarebbe la vera grande opera, il tracciato esistente oggi sede di un sentiero evocativo, eviterebbe grossi sbancamenti e l’inquinamento zero e rumore ridotto dalla bassa velocità del trenino, renderebbero pace e tranquillità alla montagna e alla fauna. Bisogna anche contare che oggi la pista di atterraggio “S.Anna” ex-Aeralpi, è sede di un campeggio attrezzato caravan e camper da far sloggiare.

Trenino bianco azzurro

Trenino bianco azzurro

Fu proprio il boom turistico che investì l’Ampezzano con i VII Giochi olimpici invernali del 1956 che portò la soprannominata “regina delle Dolomiti” ad essere quello che è oggi. Se il comune, proprietario della pista, e l’Enac dessero il via libera, nella prossima estate ci sarebbe traffico aereo sulle montagne. “Non nascondo che circa otto anni fa anche noi avevamo fatto un pensierino alla pista di Cortina ma economicamente l’impresa non regge, al di sotto del milione di passeggeri l’anno un aeroporto fallisce. Basta vedere, senza far troppa strada, la storia del San Giacomo di Bolzano” queste le parole di Enrico Marchi, presidente di Save, uno che di aeroporti ne capisce. Aeroporto di Fiames, utilità o nuova speculazione edilizia da 10 milioni di euro?

Fiames camper

V.R. 25.10.15