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Da che parte sta il Pd

La qualità del linguaggio, l'isterismo verso chi li contesta, rivelano lo stato di un Partito che ha perso il senso della storia, della realtà e che, forse per diritto ereditario, si attribuisce ancora il ruolo di rappresentante degli interessi della gente.

di Fabrizio Salmoni

 

Quando leggo le dichiarazioni spropositate degli esponenti del sui cosiddetti attacchi che il Partito subisce ormai da tempo e che ultimamente sembrano aumentare mi prende un vero senso di fastidio.

Si sprecano gli epiteti forti: fascisti, squadristi, a dispetto della storia e della propria memoria storica. Gli esponenti Pd sono probabilmente ancora convinti di rappresentare, come bene o male faceva il vecchio Pci, gli interessi dei lavoratori e dei ceti popolari. Sembrano volersi identificare ancora con quelle Camere del Lavoro e quelle Società operaie vittime delle squadre fasciste finanziate da agrari e industriali e protette dalla polizia. E’ una ben strana malattia. Non si accorgono della degenerazione che li corrode ormai da qualche decennio: ora sono loro a rappresentare i poteri economici e finanziari del paese, sono loro a far passare leggi contrarie agli interessi di chi lavora, sono loro a farsi proteggere dalla polizia, anzi ad invocarne di più, e più repressione giudiziaria nei confronti delle lotte sociali. Il loro stupore stupisce. Hanno un candidato che è quasi un banchiere, si tengono un senatore che parla come Storace e gongola delle sue azioni di provocazione politica, governano con la destra, amministrano col clientelismo, predano a man bassa le risorse pubbliche, devastano l’ambiente per distribuire denaro al loro sistema di potere, vendono il Paese alle multinazionali, spargono disinformazione con i loro media e i giornalisti a loro asserviti, basta una castagnola e qualche fischio a farli tuonare contro il dissenso e a favore di un “dialogo” sempre e solo a senso unico con decisioni già prese. Eppure si ritengono poveri perseguitati difensori della democrazia.

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Qualcuno spieghi loro che forse c’è qualcosa che non va nei loro ragionamenti per quanto strumentali possano essere, che quando comincia a diffondersi la pratica militante di attacco alle sedi, come accadeva a quelle del Msi negli anni ’70, e quando dovunque vai ti fischiano (se va bene), forse è ora di pensare che la gente sta da un’altra parte e che tu rappresenti il Potere. Si, bella gente. Le parole della parlamentare 5S non fanno che fotografare la realtà: “Il popolo vi rifiuta“. Se ne facciano una ragione e lascino perdere “gli squadristi” tanto più che la loro agibilità pubblica è garantita da un servizio d’ordine a pagamento. (F.S. 5.5.2014)

Nelle foto di Luca Perino: Torino, Primo Maggio. Davanti la polizia, dietro il servizio d’ordine mercenario.