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Elettrodotti, via libera della Regione Piemonte

La Regione Piemonte concede a Terna l'uso e l'abuso del territorio della Val Susa. Ignorate le alternative energetiche locali. Per la Valle si prevedono altri "buchi" e "espropri"

Comunicato Stampa di Francesca Frediani (M5S) 

La Giunta regionale ha pubblicato l’Espressione del parere regionale sui Piani di Sviluppo della Rete di Trasmissione Nazionale (RTN). In questo modo la approva i folli piani di , in particolare INTERCONNECTOR (Svizzera – Milano) e l’elettrodotto della Valsusa (Piemonte – Savoia). Entrambi i progetti avranno enormi impatti ambientali e non godono del consenso locale.

In particolare l’intervento di realizzazione di un nuovo elettrodotto HVDC in corrente continua tra le stazioni elettriche di Grand’Ile (FR) e Piossasco (IT) di lunghezza pari a 190 km di cui 95 in territorio piemontese. L’ennesimo intervento infrastrutturale che attraverserà la Valsusa e per il quale è in fase di approvazione una variante che impatterà fortemente sui centri abitati, come testimoniato dal lungo elenco di espropri pubblicato pochi giorni fa dalla stampa.

La Regione, di fatto, prende atto dei progetti di TERNA senza prevedere alcuna significativa prescrizione. Svolge una funzione di semplice “passacarte” per progetti decisi ed approvati al di fuori del Piemonte e senza alcuna ricaduta positiva. Leggendo il parere appare inoltre evidente il futuro del territorio piemontese destinato a diventare un semplice corridoio per soddisfare fabbisogni energetici di altre regioni.

Dalla Regione Piemonte, ente deputato alla programmazione strategica, ci saremmo aspettati almeno osservazioni sul tema nell’ottica di una strategia energetica che porti allo sviluppo di smart grids in grado di gestire localmente il contributo, peraltro in termini assoluti ancora limitato al 6,1%, del fotovoltaico e delle altre fonti rinnovabili.

E’ quindi assurdo pianificare l’aumento di livelli di import dalle frontiere con la Francia (anche sul confine ligure) e con la Svizzera, senza intervenire sul potenziamento della rete primaria, che conseguentemente comporterà un aumento delle tariffe ai cittadini dovuto agli ingenti costi da sostenere per l’adeguamento della rete. Ancora più assurdo se considerato l’ingente calo del fabbisogno energetico, -7,6% dal 2012. Quindi a fronte del proliferare delle fonti energetiche rinnovabili (per di più solare fotovoltaico e idroelettrico), nonostante la riduzione degli incentivi, la Regione potrebbe tendere verso l’autosufficienza senza dover importare energia prevalentemente nucleare dell’estero, a cui abbiamo detto NO con due referendum.

Francesca Frediani, Consigliere regionale M5S Piemonte