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Elezioni in Val Susa. A che punto siamo

Confronti aspri ma determinazione a proporre liste civiche unitarie per battere i Si Tav. Oggi parliamo di Susa, Bussoleno e Condove

di Fabrizio Salmoni

Nessuno si aspettava che fosse un cammino facile. Anche a partire dall'appello di Sandro Plano condiviso dall'assemblea popolare a Bussoleno del 24 Gennaio: "Liste No tav uniche per vincere dovunque". Un mandato inequivocabile che ha prodotto da subito un gran lavorio per realizzare la prima fase: costruzione e definizione di liste e candidati avendo chiaro che le battaglie importanti si combatteranno a Susa, Bussoleno e Condove, non necessariamente in quest'ordine, secondo alcuni perchè "Se Susa dovesse rimanere alla Amprino non farebbe che confermare una situazione purtroppo sedimentata mentre, alla luce anche del tentativo di aprire i cantieri tra S. Giuliano e Bussoleno per quel grande imbroglio che è la cosiddetta Stazione Internazionale, è fondamentale che Bussoleno dica un No deciso e si comporti di conseguenza, senza le ambiguità e le 'mollezze' della giunta Allasio.

Non ci si nasconde che bisognerà fare i conti con il voto di scambio generato dalle compensazioni che hanno cominciato ad affluire (sarà importante un severo controllo sulla legalità delle procedure di affidamento lavori) e dalle convulsioni di un fronte Si Tav mal messo che potrebbe prendere la decisione estrema, nelle situazioni più a rischio, di accorparsi con il centrodestra pur di non far vincere l’opposizione al Tav. L’avevano già fatto alle elezioni del 2009 per la Comunità Montana, hanno di sicuro la faccia di rifarlo ora. Del resto, l’ipotesi è già stata formulata da Cota (per quello che ora vale), Napoli, ai suoi tempi dal Chiamparino sindaco e tentata ad Avigliana, senza successo.

Susa. E’ la situazione più delicata dove si confrontano ancora duramente due componenti del Movimento: i 5 Stelle, forti del lavoro svolto in questi anni a fianco dei Comitati sia sul campo che in Regione, e elementi del locale Comitato che ritengono migliore opzione l’appoggio a Sandro . I primi hanno subito rivendicato le loro regole per le candidature (no tessere di partito, no più di due termini amministrativi, no condanne penali) ed hanno espresso una proposta di candidato donna; l’altra parte ha risposto con una certa rigidità, qualcuno la chiama protervia, candidando un che si offre come unica possibilità. Nel corso degli incontri tenutisi finora, ha rifiutato persino l’ipotesi di mediazione su con se stesso in posizione di vicesindaco e ha minacciato di ritirarsi, come unica alternativa. Poca flessibilità dunque: o me o niente. Persino i mezzi passi indietro dei 5 Stelle per favorire una soluzione non sembrano essere stati considerati. Una situazione difficile, che non garantisce appieno una vittoria, aggravata dalla presenza tra le preferenze di lista di Plano di personaggi giudicati dell’ultima ora o poco affidabili. E, diciamolo, dal peccato originale di Plano che lo rende, a torto o a ragione, sempre un po’ sospetto: ha sempre la tessera Pd in tasca. D’altra parte anche la candidata 5S non fornirebbe piene garanzie di vittoria pur rientrando pienamente nella tipologia dei rappresentanti del suo Movimento per curriculum e impegno sociale.

La soluzione più probabile ad oggi dovrebbe essere una ritirata “responsabile” dei 5 Stelle, per non vanificare l’opportunità elettorale, su una posizione però di disimpegno totale (“Se vogliono rischiare con Plano, si prendano le loro responsabilità...”).

Nel campo dei Si Tav è confermata la Amprino ma col fastidio di due liste minori, con Penna e Montabone (ex Udc), che potrebbero essere fatali per dispersione di voti. E’ opinione diffusa però che Montabone minacci di competere a Susa solo per ottenere una chiamata nelle liste regionali. Due liste “Si Tav” si sottraerebbero voti facendo quindi vincere Plano anche se il disimpegno 5 Stelle andrebbe a suo discapito. Susa rimane una partita a rischio per le due parti malgrado il gioco sporco delle “compensazioni”.

Buslin. Meno conflittuale qui la situazione ma certo non priva di incertezze. Quello che sembra certo è che, se non si accorperanno Pd e centrodestra in funzione Tav, alle elezioni si arriverà con tre liste: un centrodestra poco in forma, una lista dell’uscente sindaca Allasio che sta subendo però defezioni, una lista civica No Tav erede della Bussoleno Provaci con probabile candidato la cui opinione è che bisogna vincere per togliere qualsiasi ambiguità e perchè c’è poco da fidarsi di una Allasio con la tessera del  Pd in tasca. La competizione sarà comunque aspra perchè ci vogliono forse meno di 1500 voti per prevalere.

Condove. Apparentemente qui sarà più facile sostituire la maggioranza di centrodestra di Piero  Listello.  Non dovrebbe più verificarsi l’incidente delle ultime elezioni in cui le divisioni causate, si dice, dal settarismo dell’estrema sinistra (leggi Rifondazione Comunista) che volle fare una propria lista, portarono a una sconfitta della lista Buongiorno Condove per un pugno di voti. L’intervento all’assemblea di Bussoleno del segretario Prc dovrebbe garantire una lista civica unitaria con lo stesso nome. Candidato quasi sicuro la cui attività da protagonista contro la Torino-Lione è indiscutibile. E’ di questi giorni la sua denuncia, insieme a Pro Natura e al , dei dati non corretti forniti al governo dal Commissario , con conseguente esposto alla magistratura romana. Un perfetto esempio di “barricata di carta”.

Queste è la situazione odierna nei punti chiave della Valle ma, come si suol dire, è ancora in forte evoluzione.   (F.S. 16.2.14)