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Europarlamentare Vattimo accusato dai pm di Torino.

Aggiornata al 10 luglio l'udienza preliminare a Gianni Vattimo e agli attivisti No Tav Luca Abbà e Nicoletta Dosio, indagati per falso ideologico.

di Valsusa Report

Erano andati nel carcere delle Vallette a Torino insieme al filosofo. Per laue1 procura che indaga a spron battuto i No Tav, non si può fare e si configura il reato ideologico.

Una visita in carcere del ferragosto 2013, organizzata da tempo, ma per combinazione proprio prima che la procura arrestasse un militante No Tav, Davide Giacobbe. Vattimo porta con sé Luca e Nicoletta e li qualifica come consulenti, ovvero persone esperte del movimento e dei motivi di opposizione. Persone capaci di motivare decisioni che infrangono zone rosse e quindi destinate a incappare negli arresti. Lo scopo delle visite alle carceri, spiegherà Vattimo: “Indipendentemente da questa visita, bisogna capire cosa spinge queste persone a commettere i reati, se è una conseguenza della società, è la società che deve migliorare”.

Non importa, è falso ideologico. L’11 giugno, nel Tribunale di Torino, Vattimo tuona lapidariamente: “Questa accusa è una stupidaggine e non ho voglia di perderci tempo”. Udienza preliminare. “Voglio essere assolto – incalza il noto filosofo. – Mi sembra che ci sia uno spirito di persecuzione nei confronti dei No Tav. Ho sempre scelto io chi mi doveva accompagnare”.

I Pm Antonio Rinvattimo5audo e Andrea Padalino chiedono il rinvio a giudizio. Per l’avvocato Carlo Blengino, che assiste Vattimo, “un europarlamentare ha pieno diritto di entrare accompagnato da chi certifica essere utile per il proprio ufficio”. Il gup Alessandra Pfiffner riserva nella prossima udienza le repliche, udienza del 10 luglio che deciderà se mandare a processo gli indagati.

(V.R. 11-06-14)