Fine del Tav? Parte II

Dichiarazioni pubbliche diverse dai dati reali. Virano e Ltf che si muovono al di fuori del loro mandato come soggetti semiprivati. Il contributo europeo si riduce a fronte di lavori ampiamente in ritardo. Perino chiede le dimissioni di Lupi e Virano. Preannunciati esposti alla Corte dei Conti europea e all'Organismo per la lotta Anti Frodi (Olaf).

 

di Fabrizio Salmoni

Seconda session di informazione pubblica del Movimento No (la prima è del 14 Maggio scorso) che marca stretto la comunicazione della controparte (governo e ) per verificare periodicamente l’affidabilità dei dati della Torino-Lione e per ribadire la denuncia di pervicace falsità dei portavoce istituzionali.

I dati

E’ Alberto Poggio, analista di punta del movimento, che svela i temini dilatati dei tempi dei lavori semplicemente mettendo insieme le notizie e i dati pubblicati da Ltf e dal Ministero: nel marzo 2013 la Commissione Europea è costretta a revocare metà dei contributi agli studi preliminari per la Torino-Lione , in quanto “per via di ulteriori ritardi, l’azione non potrà essere portata a termine entro il 31 dicembre 2015″. Oggi, dopo 39 mesi dall’apertura del cantiere, LTF ha scavato appena 1245 metri cioè il 17% dei 7541 metri totali del tunnel geognostico. Nella lettera del 2010 rispolverata dai No Tav nella session del maggio scorso si leggeva chiaramente che il contributo sarebbe stato erogato esclusivamente su quanto realizzato effettivamente entro la “data di completamento dell’azione: 31.12.2015”. Al ritmo attuale, per quella data LTF non sarà che al 50% dello scavo. Quindi metà dell’importo ammissibile (131,6 milioni) non risulterà finanziabile perché fuori tempo massimo ed il contributo del 50% corrisponde quindi a 32,9 milioni.

Le bugie

A smentire clamorosamente gli annunci ufficiali di e ci pensano loro stessi:  L’11 giugno 2014 LTF pubblica un avviso di gara di appalto per il monitoraggio ambientale sullo scavo del Tunnel de La Maddalenacon con la richiesta di indicare il costo di tali servizi “fino a 7741 metri di scavo (che attualmente si prevede di raggiungere nel dicembre 2016”. Due mesi dopo la pubblicazione della gara, in data 8 settembre, Virano dichiarava che gli scavi di Chiomonte per la Tav Torino-Lione «stanno procedendo senza reali problemi ed è confermata la previsione di terminarli entro la fine del 2015»

Peggio ancora: nelle pagine “Cantieri Italia” del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dove si pubblicano i dati ufficiali e aggiornati delle opere finanziate dal CIPE, la scheda “Cunicolo esplorativo de La Maddalena in variante” non lascia spazio ad interpretazioni: “Fine lavori: Data Prevista: giugno 2017. Solo recentemente, Il 15 luglio 2014, durante una visita al cantiere de La Maddalena , Lupi confermava che «i tempi di conclusione al 31 dicembre 2015 dell’intero tunnel saranno rispettati». “Lupi e Virano dunque mentono al Paese su un progetto che dipende totalmente da soldi pubblici e di cui portano la responsabilità istituzionale. Si devono dimettere se sono ‘uomini d’onore’“, dice un Perino sornione e in vena shakespeariana che si autofilma per prevenire distorsioni delle sue parole e querele.

Anche più duro Paolo Prieri del Presidio Europa: “In Francia come in Italia le grandi imprese di lavori ricattano la politica: ‘se non si procede con le Grandi Opere, licenziamo migliaia di lavoratori!’. Ltf e Virano sono diventati un centro di potere autonomo che usa soldi pubblici per fare pubblicità al progetto Torinio-Lione (nell’interesse di chi, a questo punto ci chiediamo – NdR). Spargono bugie in Europa fin dai tempi del cosiddetto ‘accordo di Pra’ Catinat’“. Ammonisce i media e i giornalisti mainstream: “Stiano attenti a pubblicare le bugie di Virano. Mettano le fonti delle loro informazioni e si documentino nè più nè meno di come facciamo noi. Chiediamo ai giornalisti coraggio professionale, ai politici chiediamo coraggio politico” per dare un colpo fatale a un progetto che forse stanno ormai ridimensionando dietro le quinte. E ancora: “La responsabilità politica di Lupi e Virano è enorme. Ci saranno molte interrogazioni scritte in Europa per Maros Sefcovic, neopresidente della Commissione Trasporti con riferimento all’inutilità del progetto, alla cattiva gestione dei lavori in corso a La Maddalena , e alla necessità che il co-finanziamento europeo sia erogato a progetti sicuramente utili e con ritorno economico rapido proprio con riferimento alla necessità di risanamento dei bilanci di Italia e Francia ” . Ma non solo: “Sull’attività di Ltf saranno portati esposti alla Corte dei Conti europea e all’ Organismo per la Lotta Anti Frodi (Olaf); sarà indetta una Tavola Rotonda sui dati della Torino-Lione e un seminario di informazione per i parlamentari europei che riusciremo a coinvolgere“, in un contesto politico in cui i parlamentari contrari alle Grandi Opere sono più numerosi di ieri, malgrado la frenetica attività della lobby del Tav per cui il rumore delle “barricate di carta” No Tav si fa sempre più simile al tintinnare delle manette. Nota a lato: non erano presenti i giornalisti delle maggiori testate.(F.S. 04.10.2014)

Il dossier con la documentazione completa è disponibile al seguente indirizzo:

http://www.notav.info/ormai-e-tardi/