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Fontanelle in Clarea

Acqua e ancora acqua per contrastare il sollevarsi continuo di polveri dal cantiere.

di Gabriella Tittonel

Nuovi giochi d’acqua in , che vanno ad aggiungersi a quelli della piana dove s’apre il tunnel in costruzione, dove da tempo sono comparsi due cannoni spara acqua, poi alcuni getti d’acqua lungo la prima parte del nastro trasportatore, questo con l’aggiunta di un camion che ha ripreso a circolare instancabilmente su e giù per la strada interna, aiutato nel suo innaffiare da periodiche annaffiature da giardino, manualmente pilotate da qualche umano di turno.

Acqua dunque, costantemente sparsa per contrastare (almeno visibilmente) il danzare della polvere, polvere estratta dal ventre della terra, polvere senza paternità e maternità, senza nome, ma chiaramente non così innocua se richiede tanto impegno nel contrastarla nel suo svolazzare.

Di questo gran movimento di polvere sono certamente preoccupate le maestranze, certamente le Forze dell’Ordine. Che da poco, lungo la strada che scende al cantiere e dove hanno la loro caserma, sono state messe “al sicuro” dalla invadente polvere, da tutta una serie di fontanelle a bordo carreggiata, fontanelle che tengono bagnato il fondo stradale. Un percorso questo su cui salgono e scendono anche i camion delle terre e che ora pare, con questo sistema d’acqua, più pulito.

Gabriella_83_no-tav-Clarea-5-9-2014-fontanelle-003In questo specialissimo spazio valsusino del cantiere della Clarea continuano così a rinnovarsi gli scenari di un teatrino che racconta favole anziché realtà.

E quest’ultima , che vorrebbe far credere che la polvere si spaventi dell’acqua e così svanisca, è l’ultima favola in ordine di tempo.

Una favola che potrebbe comunque costare cara come salute a qualche umano che qui opera.

E che certamente fa rimpiangere le vere favole di un tempo, quelle di Cappuccetto Rosso e il lupo. Ora che i lupi hanno cambiato il pelo ma certamente non il vizio e soprattutto hanno aumentato a dismisura l’appetito!

G.T. 06.0914