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Forlì, conferenza sull’incenerimento: “Cenere sul cielo, veleno sulla terra”

L’area più inquinata d’Italia, i cui abitanti, come dimostrato da diversi studi internazionali, perdono in media e solo per gli effetti “acuti” dell’inquinamento dai 2 ai 3 anni di vita

di Leonardo Capella

Il Movimento 5 stelle di ha promosso il primo forum nazionale sul problema dell’inquinamento generato dagli inceneritori dal titolo molto eloquente:“Cenere sul cielo. Veleno sulla terra”.

Si tratta di una “due giorni” di convegni che si terrà il 28 e 29 marzo 2015 nella sala San Francesco in via Marcolini dalle 15 alle 19 a Forlì.

Si confronteranno allo stesso tavolo: esperti, medici e oncologi, responsabili di associazioni di tutela dell’ ed esponenti del Movimento 5 stelle della Pianura Padana, l’area più inquinata d’Italia, i cui abitanti, come dimostrato da diversi studi internazionali, perdono in media e solo per gli effetti “acuti” dell’inquinamento dai 2 ai 3 anni di vita; secondo l’ultimo rapporto sulla qualità dell’aria in , pubblicato dall’Agenzia europea dell’ambiente, la Pianura Padana resta la zona peggiore d’ insieme all’area più industrializzata della Polonia (classifica cui gli inceneritori forniscono un contributo determinante).

Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del M5S di Forlì spiegano: “Secondo le norme giuridiche di molti paesi diossine e furani sprigionati dai camini degli inceneritori sono agenti cancerogeni riconosciuti. In Italia i limiti di legge che regolano la presenza di diossine e furani nell’aria, nell’acqua e nel terreno sono inadeguati a circoscrivere il problema e non sufficientemente cautelativi della salute umana; già il fatto di parlare di limiti è di per sé comunque improprio, non esistendo per le diossine una soglia garantita di in quanto sostanze con effetti nocivi anche a livelli minimi di esposizione per le quali già il cosidetto livello di concentrazione di base nella popolazione è dimostrato aumentare il rischio di cancro”.

I parlamentari “pentastellati” della Commissione Ambiente invitati a Forlì, città che ospita ben due inceneritori, potranno aggiornare l’opinione pubblica sulla possibilità di modificare le leggi che regolano la presenza di diossine e furani nell’aria, nell’acqua e nel terreno e spiegheranno perchè i governanti del nostro Paese non hanno ancora ratificato la convenzione di Stoccolma, accordo secondo il quale gli Stati aderenti devono prendere misure atte ad eliminare, se possibile, o quantomeno a minimizzare tutte le fonti di diossine.

Vergini e Benini concludono: “È assurdo che ancora oggi l’industria ricavi più dalla combustione dei rifiuti che dal loro corretto smaltimento o dalla loro riduzione: i principi economico ed ecologico di questo sistema è dissennato e le sostanze prodotte dalla combustione, filtri o non filtri e nonostante le rassicurazioni delle multiutilities dei servizi pubblici come Hera, sono altamente tossiche. Non basta più circoscrivere la protesta nell’ambito della cittadinanza forlivese o comunque delle singole ‘province con ’! Abbiamo promosso questa iniziativa su scala macro regionale perchè il problema si riverbera in un’area omogenea ben più ampia e attendiamo risposte non solo dalla locale, costantemente sottomessa alle ‘centrali di potere’, ma anche e soprattutto da quella nazionale”.

Alla “due giorni” parteciperanno tra gli altri Patrizia Gentilini, medico oncologo ed ematologo e membro dell’ISDE Italia (associazione medici per l’ambiente e Medicina democratica); Natale Belosi, esperto di gestione integrata dei rifiuti; Federica Daga, parlamentare M5S della commissione ambiente alla Camera.

L.C. 25.03.2015