Forte chiuso? Un effetto devastante. Intervista al sindaco di Exilles (Forte di Exilles I parte)

di Davide Amerio

Poco oltre Chiomonte sulla SS 24, un cartello indica il Forte di Exilles. La strada si allarga, la valle si apre, e il Forte esplode in tutta la sua maestosità. Antica fortezza eretta a difesa della valle, traboccante di secoli di storia, misteri, personaggi che le appartengono, suggestioni.

Il Forte di Exilles è gestito attraverso una convenzione dal Museo della Montagna e dalla Regione Piemonte. Domenica 19 maggio l’ultima sua apertura al pubblico, poi la chiusura. Il Museo  della Montagna non è in grado di sostenere i costi di gestione, dal momento che la Regione Piemonte non ha più effettuato i pagamenti delle quote a suo carico, previste dagli accordi.

Il è però una delle attrazioni più preziose della Valle di Susa, impossibile non rivolgersi al diretto interessato sindaco di ,  Michelangelo Luigi Castellano, per le ricadute che questa chiusura comporterebbe per il paese e la valle stessa.

D: Sindaco Castellano, una prima curiosità: il Forte  di Exilles ha comportato un  gravoso impegno economico per la sua ristrutturazione. Ci sono  stati benefici e ritorni economici a seguito di questo impegno?

R: Si. Bisogna guardare a come era la città di Exilles nel 2000 e come è oggi. Sono state incrementate le attività commerciali, dato positivo per un paese a vocazione turistica. L’apertura del forte dal 2000 in poi ha portato molti visitatori, soprattutto nei primi anni. Un flusso che ha investito il paese, se si pensa che prima del 2000 mancavano i negozi, ma poi sono iniziate le prime aperture: negozi alimentari, bar, locali di ristorazione, attività di vendita di souvenir del Forte. Tutte attività che hanno cambiato la fisionomia e l’economia del paese. L’ultimo grande intervento ha riguardato l’Hotel Castello, vicino alla statale, diventato Hotel Archibugi con annesso ristorante che ha dato prestigio a Exilles.

D: Quindi, possiamo dire che se la chiusura del Forte dovesse diventare definitiva, le ripercussioni sarebbero gravi per Exilles?

R: Sarebbero catastrofiche. Tutte le cose che sono state fatte sarebbero gravemente danneggiate. Anche le iniziative realizzate dal Comune. Per esempio in piazza Europa c’era un locale destinato a scuola materna, poi, non essendoci più bambini, il comune lo ha trasformato e reso idoneo alla ristorazione e lo ha ceduto in gestione. Se il Forte dovesse rimanere chiuso avremmo un effetto devastante.

D: Come Amministrazione comunale da quanto tempo siete a conoscenza di questo problema tra il Museo della Montagna e la Regione Piemonte?

R: Esiste un tavolo tecnico al quale partecipa il Comune di Exilles, il Museo della Montagna e la Regione Piemonte. Partecipavano anche la Comunità Montana [Valle Susa e Val Sangone N.d.R.] e l’Associazione Susa Tesori d’Arte. L’ultimo incontro risale a marzo del 2012, quando emresero alcuni problemi. Si era incominciato a parlare della gestione economica del Forte.

D:  Come Amministrazione comunale avete avuto dei contatti diretti con la Regione, siete stati informati di questi problemi economici, avete avuto delle assicurazioni in merito?

R: No, non abbiamo avuto contatti. Ciò che sappiamo dei problemi è quanto emerse da quel tavolo di lavoro.

D: Secondo lei questo disinteresse della Regione, è legato ad una mera questione di bilancio o non c’è proprio sensibilità nei confronti dell’economia, del turismo, della Val Susa ?

R: Le due cose sono un po’ legate. In questi tempi difficili la Regione probabilmente si troverà a non avere più la capacità economica disponibile, da impegnare nella gestione del Forte. Mancando i soldi, la prima a farne le spese è la .

D: Sul web sono partite alcune iniziative a sostegno del Forte con petizioni on line, voi avete ricevuto qualche sostegno diretto su questa vicenda? Cosa intendete fare?

R: No, sono a conoscenza di queste iniziative ma nulla di più. Come Amministrazione comunale non abbiamo preso delle decisioni su questa vicenda; stiamo esclusivamente subendo, anche perché riteniamo che la decisione presa dal Museo della Montagna, sulla chiusura del Forte, sia un atto dimostrativo nei confronti della Regione Piemonte la quale, in questo momento, non finanza più la parte prevista nella convenzione tra Museo e Regione. Il Museo dimostra con questo atto che non è in grado di finanziare da sola la gestione del Forte.

D: La reazione degli abitanti di Exilles a questa notizia, a questa condizione di stallo?

R: Le reazioni sono molto negative. Siamo davvero tutti molto preoccupati. Mi auguro che questo sia solo un brutto momento della vita del Forte, dal 2000 ad oggi, e che la situazione cambi in fretta. Ci sono dei segnali positivi: si parla di prossimi incontri, a partire dalla prossima settimana, tra tutti i soggetti coinvolti e speriamo che nell’arco di poco tempo il problema si risolva.

D: Una sua considerazione personale, su questa vicenda, come Sindaco di Exilles?

R: Come Sindaco, dalla fine del 2012, avevo già scritto all’assessore Michele Coppola facendo presente questi problemi. Non ho ricevuto notizie alla mia comunicazione e siamo giunti alla situazione attuale. Resto però fiducioso che, a breve, il problema venga risolto nell’interesse di tutti.

 Davide Amerio 24.05.13