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Forte di Exilles: parlano i commercianti. (Forte di Exilles III parte)

di Davide Amerio

Il portone del Forte di Exilles è sbarrato; lo si può notare arrivando dalla statale. Dopo il Sindaco e il Direttore del Museo della montagna, oggi incontriamo una delegazione dei commercianti del paese per parlare della chiusura. Partecipano: Gabriella (Il Bugigattolo), Tiziana (Market il Forte), Laura e Matteo (L’ultima Stisa). Loro rappresentano anche altri colleghi che non hanno potuto presenziare all’incontro: Corrado (Pizzeria la Quadriglia), Walter (autonoleggio Palvello), Maurizio (Agriturismo al Cels), Enrico (Azienda Agricola Islya).

Sui loro visi leggiamo la preoccupazione per la situazione venutasi a creare  ma anche stupore e molto rammarico per aver scoperto la decisione della chiusura dai giornali.  << Abbiamo saputo l’ultima domenica di apertura che il non avrebbe riaperto il martedì. Nemmeno gli addetti (una decina ndr), che lavorano all’interno, erano stati informati >>. Un atteggiamento che tutti quanti ritengono non corretto. << Qualcuno avrebbe dovuto avvisarci di quello che stava succedendo ma né il comune di , né l’amministrazione del museo hanno ritenuto opportuno informarci direttamente >>. I commercianti hanno vissuto questo comportamento come una mancanza di rispetto nei loro confronti. Le due attività che operano al’interno della fortezza avevano appena provveduto a rifornire i magazzini con le scorte. Adesso nessuno sa che cosa succederà.   << Le uniche cose che sappiamo sono quelle descritte nel comunicato stampa del museo della montagna >>  confermano.

Tutti erano a conoscenza che la gestione del Forte viveva uno stato di difficoltà. Da due anni a questa parte,  raccontano, non sono più state realizzate iniziative all’interno della fortezza per richiamare pubblico. Eppure è il centro di tutta l’ del paese. Tutti loro hanno intrapreso le attività commerciali nella cittadina di Exilles dopo la ristrutturazione. I flussi di visitatori provenivano, all’inizio, dalla valle poi con il tempo sono arrivati anche dall’estero, soprattutto dalla vicina Francia. In questi giorni, dopo la chiusura, i turisti continuano ad arrivare e loro sono costretti ad informali che il Forte non è visitabile. Una situazione imbarazzante che non aiuta certo il turismo. Il rischio concreto, nel caso di mancata riapertura, è di vedere il volume degli affari dimezzato.

I commercianti di Exilles si sentono abbandonati ma non demordono. Hanno promosso una raccolta firme in favore della riapertura del Forte [qui il link] da presentare alla Regione Piemonte. La raccolta ha in pochi giorni raggiunto quasi le 2000 sottoscrizioni tra il web e le adesioni  in paese: firma anche chi è solo di passaggio per Exilles, in tanti hanno a cuore il Forte e la sorte della cittadina. La gente del paese si pone la domanda: ma dopo tutti i soldi che sono stati spesi per ristrutturarlo ora lo chiudono? Oltretutto da  poco tempo era stato ultimato l’ascensore per salire ai piani superiori, raccontano ancora i commercianti: un impegno economico importante.

Cosa chiedono questi operatori? Innanzi tutto vorrebbero essere informati su quando il Forte riaprirà. Ogni giorno che passa il loro lavoro ne risente. Hanno investito denaro e la loro vita nella città per la presenza del Forte: unica attrazione della cittadina per richiamare turisti. Comprendono che, forse, la chiusura è solamente un gesto “provocatorio” ma per loro ogni giorno che passa è un danno economico certo. L’ipotesi di una chiusura prolungata ha risvolti molto gravi per tutto il paese considerando che è prossima la stagione estiva, quella di maggior afflusso di turisti. Purtroppo durante la stagione invernale il Forte non è aperto e mancano iniziative per attrarre i turisti, specialmente per quelli che vengono in montagna ma non praticano lo sci. C’è quindi grande attesa a Exilles per capire che succederà nei prossimi giorni e le preoccupazioni restano vive. Sono un lontano ricordo i giorni in cui, dopo la ristrutturazione e la riapertura della fortezza, in paese i de-hors erano occupati da turisti e abitanti di Exilles che festeggiavano l’evento, ben oltre l’orario di chiusura dei locali.