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Francia, le forze in divisa chiedono una tregua

I sindacati, si va avanti.

di Valsusa Report

Si apprende così, il sindacato di polizia francese chiede una tregua, “spostate la manifestazione a domani, dobbiamo riposarci”. Una strana richiesta che non viene recapitata al governo francese di Hollande ma al sindacato che oggi scende in piazza autorizzato dal governo. Una prima rinuncia osteggiata dal sindacato, ha fatto poi scattare l’autorizzazione alla manifestazione che da mesi oramai invade le piazze e le strade della . Sono manifestazioni che vengono represse con forza proprio dalla Polizia Nazionale e dalla Gendarmerie, un uso massiccio di gas, spray urticanti e le nuove bombe sonore che hanno causato decine di feriti anche gravi.

Qui gli estratti dai comunicati “Chiediamo che la manifestazione sia rimandata, insieme a qualunque altra forma di protesta statica, perché i nostro colleghi sono esausti, consumati e stanchi” ha detto , vice segretario del sindacato Alleanza. La risposta dal segretario della Cgt, è un “rifiuto categorico – ed in un comunicato spiegano che – gli aggiustamenti annunciati dal Primo Ministro non cambiano la filosofia generale del progetto. Non rispondono alle forti aspirazioni, espresse dai giovani, dai lavoratori, dalle lavoratrici e dai disoccupati per l’occupazione e la sua stabilizzazione. La creazione di posti di lavoro di qualità non giustifica la distruzione del Codice del Lavoro, ma necessita di un cambiamento di economica e sociale.” , scenderanno in piazza ad oltranza.

La manifestazione di oggi e le mobilitazioni continueranno fino alle votazioni finali sulla legge El Khomri di riforma del lavoro cosiddetta dai manifestanti la “Loi Travail” in ultima approvazione nelle giornate del 29 giugno e del 5 luglio. La legge prende il nome da , ministra del Lavoro, che vuole introdurre una maggiore flessibilità ma soprattutto renderebbe più facile il ricorso al licenziamento economico, in particolare nelle imprese più piccole. Solo la Cfdt, è favorevole alla riforma. Assolutamente contrari sono la Cgt (equivalente della Cgil italiana) e altri sei sindacati nazionali (, Fsu, Solidaires, , Unl e ).

V.R. 23.6.16