Notizie Flash

Grecia intervista e riflessioni con A.M. Rinaldi.

Scenario confuso e in evoluzione per la Grecia, dal referendum al cambio di direzione di Tsipras. Ne parliamo con l'economista A.M. Rinaldi.

di Davide Amerio.

Sono fiumi di inchiostro quelli che scivolano dalle pagine dei giornali nelle ultime settimane sul caso Grecia. Abbiamo cercato di darne conto anche noi con qualche riflessione sul panorama delle diverse opinioni. Se la situazione è in divenire, dopo il , la svolta a 180° eseguita da Tsipras ha lasciato molto perplessi. Ma ciò che spaventa è l’arroganza di una che offre l’immagine di una oligarchia lontana dai principi di solidarietà e mutualità su cui si dovrebbe basare. Per cercare di capire abbiamo posto al prof. Antonio Maria Rinaldi, noto economista, alcune domande.

Che cosa sta succedendo in Grecia dopo il referedum? Lei ha scritto recentemente un articolo (scenarieconomici.it) molto forte sulla Germania che viene paragonata alla Germania del Terzo Reich. Tsipras è sotto ricatto? perché ha cambiato direzione?

Partirei da una considerazione molto semplice. La Grecia ha dimostrato che per poter tentare di avere una qual certa forma di sostenibilità dell’Euro è necessario escludere i cittadini da qualsiasi principio di democrazia. Per le istituzioni europee la sostenibilità dell’Euro è incompatibile con qualsiasi principio di democrazia. Il quesito referendario era chiaro: chiedeva ai cittadini se erano disposti a continuare, secondo il volere della , con le politiche deflazionistiche determinate dall’austerity oppure no!
Il popolo ha risposto NO in modo chiaro. Poi Tsipras è andato in Europa a firmare tutto ciò che le istituzioni europee gli avevano richiesto venendo meno al mandato ricevuto dal popolo greco.
Quello che è preoccupante è che la Grecia è stata, come negli passati insieme a Cipro, un banco di prova, un laboratorio, con il quale le istituzioni stanno verificando il loro potere.
E se la stessa cosa accadesse in Italia? O in Francia (dove tra l’altro in questi giorni si festeggia la ricorrenza della presa della Bastiglia)?

L’interrogativo che mi pongo è: in questo caso la gente continuerà a stare zitta o scenderà per le strade?
Il 30 giugno sono stato invitato a partecipare a un convegno del gruppo (Europe Fredom of Democracy di Farange) al , e ho sviluppato la tesi per cui non solo la crisi economica non è stata affrontata con i giusti strumenti ma addirittura amplificata per l’incapacità dell’Europa di dare risposte e per il metodo con il quale intendono imporre le soluzioni: praticamente sottraendo la democrazia.
I parlamenti nazionali e i governi, e quindi i cittadini (caso italiano a parte per cui abbiamo avuto gli ultimi tre governi per volontà dello “spirito santo”) vengono esclusi in questo modo dalle decisioni.
In democrazia la “sovranità” spetta al popolo non alla Troika. Siamo tornati nel medio evo. Ma per fortuna il livello di istruzione dei cittadini è ben diverso. La domanda è: cosa aspettiamo a far sentire la nostra voce?

Ma l’attegiamento di Tspiras è da considerare un tradimento? O è stato messo con le spalle al muro?

Sono un cittadino italiano e non mi permetto di interferire nelle situazioni che riguardano i Greci, faccio però delle valutazioni in quanto quello che è successo in Grecia potrebbe succedere presto anche da noi. Qui apro una parentesi su Renzi; come cittadino di un paese che è membro dell’Unione Europea, avrei preferito un suo atteggiamento diverso nei confronti della questione greca. Invece è andato dalla Merkel a fare “il tedesco più dei tedeschi” non considerando che anche l’Europa ha fatto di tutto per mettere la Grecia in queste condizioni.
Renzi ha perso un’occasione d’oro; quella di spingere tutti a mettersi attorno a un tavolo e trovare una soluzione negoziale che andasse bene per tutti facendo fronte comune contro l’intransigenza tedesca che crea e creerà sempre più problemi alla Grecia e all’intera Comunità Europea.

Vedremo adesso se la Grecia tra tre o quattro mesi non si ritroverà nelle stesse condizioni di oggi.
La Comunità Europea ha dimostrato di essere il “braccio armato” della Troika; da una parte inneggia alla propria indipendenza, poi dall’altra permette il blocco della liquidità che diventa uno strumento coercitivo, perché in questo modo si mette al muro un paese impedendo la ripresa economica.
L’austerity ha comportato profondi problemi in Grecia; addirittura i vigili del fuoco si ritrovano in difficoltà perché i continui tagli non consentono di sostituire le manichette difettose degli idranti.

Pare una strana coincidenza, ma in questi giorni in cui l’attenzione è tutta puntata sulla Grecia, viene approvata la clausola ESDS del TTIP in Europa. Una clausola che consentirà alle multinazionali che entrano in un paese per rilevare beni pubblici e di tenere il governo di quel paese con le mani legate. Come la vede lei questa coincidenza?

La vedo nel quadro generale in cui si tenta di eliminare qualsiasi residuo di sovranità. E’ evidente il rischio di finire nelle mani di una oligarchia autoreferenziale. Se, e vale per tutti i paesi, si abdica a tutte le sovranità, per esempio quella monetaria come è successo con l’euro, e queste vengono traferite a soggetti esteri – esempio la o altre istituzioni europee – perché non vediamo che cosa ne pensano i cittadini dei singoli paesi? Se sono disposti ad accettare questa cessione definitiva di sovranità, compresi i cittadini francesi e quelli tedeschi.
Se la Troika e le istituzioni europee decidono di prendersela (la sovranità) con il coltello puntato alla schiena facendo pressione per mezzo del braccio armato della BCE lo facciano, ma poi non si lamentino se le popolazioni reagiscono, non siamo più nel medio evo e le popolazioni sono comunque più istruite. E non è certo questa l’Europa che ci era stata promessa; se chiediamo ai padri e madri di famiglia in giro per i paesi ci diranno sicuramente che non è questa l’Europa che ci era stata prospettata.
In questo modo non viene rispettato l’articolo 2 dei trattati che parla di “solidarietà” tra i popoli. Sono bravi a parlare quando si tratta di vincoli economici ma quando si tratta di rispettare gli impegni dei trattati fanno finta di niente. O si rispettano tutti i trattati interamente o non si rispetta nulla.

Con questa situazione non c’è il rischio che in caso di nuove elezioni in Grecia le forze populiste o di estrema destra – come Alba Dorata – prendano il sopravvento?

Oserei dire qualcosa di più. Al termine “populista” dò una interpretazione positiva, non quella che viene data dai media; ma è probabile che in Grecia possano prendere una grossa fetta di consenso elettorale delle forze che sono poco democratiche e non è detto poi che siano in grado di gestire in modo ottimale la situazione.
E’ chiaro che la Germania fa i propri interessi. Se fossi un tedesco applaudirei alla Merkel, perché sta facendo gli interessi della Germania, e non batto le mani al mio governo perché fa esattamente il contrario.
Questa è una costituzione europea nella quale ciascuno cerca di fare ancora i propri interessi e purtroppo l’Italia non è nemmeno in grado di fare questo al momento.

(D.A. 20-07-15)