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Guerra di mezza estate nei boschi della Clarea

Intanto, mentre il cantiere procede a tempo di lumaca centenaria, produce polveri assassine per gli abitanti ed i lavoratori, il perimetro della sua salvaguardia ad ogni manifestazione di dissenso di allarga, confinando nei boschi i luoghi di incontro di manifestanti e forze dell’ordine.

di Gabriella Tittonell

Settecento lacrimogeni CS, forse anche di più. Quelli sparati nel corso della manifestazione notturna in Clarea la scorsa settimana. Lacrimogeni al CS del 2003, del 2004 ma anche freschi di produzione, del dicembre del 2014, armi vietate in guerra ma consentite in tempo di pace per sedare proteste, allontanare da luoghi che è meglio non visitare, come quel sonnacchioso cantiere del costruendo cunicolo esplorativo dell’alta velocità. Luogo di devastazione ambientale, ma soprattutto di devastazione umana, strumento più consono a periodiche esercitazioni di guerriglia piuttosto che progetto per trasporto di merci immense (questo nei desideri di qualcuno….).

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Ma intanto, mentre il cantiere procede a tempo di lumaca centenaria, produce polveri assassine per gli abitanti ed i lavoratori, il perimetro della sua salvaguardia ad ogni manifestazione di dissenso di allarga, confinando nei boschi i luoghi di incontro di manifestanti e forze dell’ordine.

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Tra vigne abbandonate e castagneti la scorsa notte sono piovute temibili armi di guerra, in risposta a molto più innocui petardi e lo spettacolo rimasto nei giorni successivi è certo desolante ed inquietante: bossoli abbandonati ovunque, involucri che li contenevano, principi di incendio, segno di come la stupidità umana sappia esprimersi al peggio. I gas usciti dalle cartucce, cancerogeni e mutageni, veicolati in sostanze siliconate, impiegheranno tempo prima di decadere, mentre quelli inalati dalle persone, vicine o lontane, certo già hanno iniziato a creare qualche danno, ma di questo nessuno se ne assumerà la paternità.

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I boschi intanto in questi giorni paiono consegnati al silenzio ed alla non vita e certo saranno utili verifiche sui suoi abitanti nel corso dei prossimi anni….

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Alcune considerazioni immediatamente si affacciano alla mente di chi non si è assuefatto a questo procedere demenziale di contenimento: quanto può essere facile superare, per chi si abitua a queste procedure, utilizzare in altri momenti armi diverse, proprio per quel naturale riflesso condizionato che fa agire senza riflettere? Quanto qui attualmente accade al riparo dello sguardo dei più, si pensa di ripeterlo, eventualmente, all’interno dei paesi e delle cittadine della valle? Chi si assume il compito di monitorare, in modo serio ed indipendente, quali saranno gli effetti sulla salute di tali procedure? Questo perché in questi ultimi anni di CS se ne è respirato (tutti) in quantità elevatissime.

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Domande queste che attendono risposte. Anche se le domande precedenti, sull’utilità dell’opera, sui suoi costi che vanno a rosicchiare montagne di denaro altrimenti indispensabili altrove, ancora attendono parole diverse dal solito ritornello dell’Europa che lo vuole….

G.T. 29.7.15

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