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I No Tav andranno a Venezia

un'opposizione politica italiana a cui il Governo Renzi dovrà tenere conto perchè ogni giorno dei cittadini vi partecipano e sono sempre di più

di Valsusa Report

Da poco ed è confermato, l’8 marzo un martedì settimanale a Venezia, l’incontro annuale tra Francia e Italia. Renzi e Hollande si scambieranno accordi a 360 gradi tra cui la Torino-Lione contestatissima dai valsusini. Come sempre vi è un NoTav ovunque anche dove meno te lo aspetti ed ecco che già qualche settimana fa si vociferava dell’incontro, i valsusini erano pronti, allo scattare della conferma, sul sito del Movimento più amato d’Italia compare l’invito ad andare a Venezia sede dell’incontro.

Si legge: 8 marzo a Venezia contro il vertice Renzi-Hollande

Nonostante le poche informazioni in merito, abbiamo appreso che l’8 marzo si svolgerà a Venezia un vertice bilaterale tra Italia e Francia per avviare l’iter parlamentare europeo di rettifica del protocollo di intesa sull’apertura dei cantieri per l’opera definitiva. Stiamo parlando di un iter che è molto in ritardo rispetto alla tabella di marcia e che dovrà concludersi in sede europea entro fine dell’anno, a rischio ci sarebbero i soldi della UE a finanziamento dell’opera.L’incontro bilaterale verterà anche su altri temi, tanti i progetti in discussione, ma soprattutto il loro percorso di finanziamento in sede europea. Denari stanziati che, è bene non dimenticare, non sono il frutto del sudore di Renzi ed Hollande ma del nostro, degli europei, di chi lavora e di chi sopravvive a fatica nella crisi; ogni euro, insomma, destinato a quest’opera inutile e dannosa è sottratto a qualcosa di veramente utile per tutti e tutte. Continuiamo infatti a parlare di un’opera che si è già rivelata un pozzo senza fondo, a partire dell’apertura del cantiere per il tunnel esplorativo a Chiomonte nel 2011, una sola galleria messa per traverso rispetto a quello che dicono sarà il tunnel vero e proprio che dovrebbe attraversare le Alpi. Un cantiere ad oggi attivo a fasi alterne nonostante le roboanti dichiarazioni, che devasta il territorio, inquina le nostre acque e la nostra aria e specula continuativamente sui costi. Il tunnel di base che oggi appare ancora molto lontano, prevederebbe 3 gallerie lunghe 57 km mentre oggi quello “esplorativo” è arrivato a 4 km in 4 anni sugli 8 previsti (considerando la dichiarazione di apertura del cantiere). Tempi raddoppiati, costi aumentati; quello di Chiomonte, a conti fatti, si rivela il cantiere perfetto per imprenditori e governo: abbastanza lento, chissà se e quando finirà e nel frattempo continua a mangiare soldi pronti ad essere ridistribuiti a chi è dentro l’affare. C’è chi ringrazierà Renzi ed i suoi amici, ne siamo sicuri. Nel 2012 andammo a Lione a contestare il vertice tra il nostro paese e quello francese e ricordiamo bene quella che fu l’accoglienza delle autorità francesi che con polizia e blocchi tentò di non farci raggiungere la città, inutilmente. Pensiamo che la nostra presenza l’8 marzo a Venezia sia importante e ci stiamo organizzando per esserci. Invitiamo tutti i No Tav e tutti i Comitati e le realtà attive sul territorio veneto e non solo a mobilitarsi insieme a noi, per continuare la battaglia più ampia per la difesa dei territori e contro le speculazioni dei governi italiano ed europeo. Mentre intorno a noi, in questa ingiusta Europa, si chiudono frontiere e si alzano barriere, pensiamo che Renzi ed Hollande non meritino una vetrina immacolata per mostrare i loro disastri.

Ci vediamo a Venezia l’8 marzo!
Avanti No Tav!

Gli fanno eco da Venezia i movimenti , e No Tav Venezia. Partiranno dei pulman dalla Valle di Susa e lungo il tragitto si uniranno ad altri che giungeranno da tutta Italia, sembra che l’evento si sia trasformato in un corteo nazionale contro le Grandi Opere Inutili ed Imposte.

il Comunicato dei Veneziani: MOBILITAZIONE NO TAV – NOMOSE – NO GRANDI NAVI Stop alla devastazione e saccheggio dei territori. Il prossimo 8 marzo – a Palazzo Ducale a Venezia – si terrà un vertice bilaterale Hollande/Renzi su temi vari ed in particolare il progetto Tav Torino – Lione. Il movimento No Tav della Val di Susa ci invita alla mobilitazione dal sito www.notav.info: “… non ci resta che prepararci per dire ancora una volta no a questo progetto. L’8 marzo nella bella Venezia dove Renzi e Hollande, con il loro codazzo di ministri cercheranno una vetrina per esporre al mondo i loro disastri. Una grande opera inutile, un patto finanziario con le banche per strangolare i cittadini, una nuova frontiera per lasciare morire di guerra le persone, una nuova guerra e ancora molto altro di peggio. Aspettando la nefasta scaletta di appuntamenti anche noi ci prepareremo”. Non possiamo che accogliere la proposta che ci viene dal Val di Susa e proporre a tutte le altre realtà del Veneto una giornata di mobilitazione generale, contro il modello di sviluppo caratterizzato dalle grandi opere inutili, dannose ed imposte. A Venezia, città simbolo delle grandi opere – grandi bidoni, della grande retata contro la cricca del Mose che ha rubato e sperperato ben un miliardo di euro sui cinque che finora è costato il Mose, cercano la vetrina per stipulare altri accordi per il TAV in Val di Susa, opera invisa e osteggiata da trent’anni di lotte delle popolazioni della Valle. Nella città dove nulla è cambiato dopo gli arresti del 4 giugno 2014, dove il commissariamento del Consorzio Venezia Nuova da parte dell’Autorità Anticorruzione, serve solo da “specchietto per le allodole” per continuare pervicacemente con un opera inutile, che ha già devastato la laguna, che non finirà mai e che probabilmente non funzionerà mai, visto che i Commissari non stanno neppure accertando le innumerevoli criticità sul funzionamento delle paratie segnalate da anni da scienziati e tecnici indipendenti e nonostante l’inchiesta della magistratura abbia segnalato come le mazzette servissero, appunto, non tanto per vincere gli appalti (il CVN ha la connessione unica), ma per far passare ad un progetto sbagliato i vagli, i controlli e ottenere  le autorizzazioni. Una grande opera che, pur se dovesse funzionare si rivelerebbe inutile, di fronte ai cambiamenti climatici che provocheranno l’aumento del livello del mare.  Nella città dove un’altra grande opera si intende realizzare con lo scavo di un nuovo canale navigabile il Tresse – Nuovo per mantenere le grandi navi da crociera in Marittima senza farle passare per San Marco, quando esistono altri progetti che prevedono un nuovo terminale croceristico alla Bocca di Porto del Lido, fuori quindi dalla Laguna, salvaguardando i posti di lavoro, la salute degli abitanti e l’ambiente lagunare. Un’altra grande opera per soddisfare gli appetiti dei soliti noti, della cricca affaristica e criminale che la retata storica del 4 giugno 2014 ha solo rallentato, ma non certo sradicato, visto che tutto sta continuando come prima, dopo aver cambiato i vertici e qualche nome, ma mantenendo sostanzialmente integro il “sistema”, sostituendo qualche  “mela marcia”, ma mantenendo integro “l’albero” del malaffare, insito in tutte le grandi opere inutili e imposte.

Insomma un’opposizione politica italiana a cui il Governo Renzi dovrà tenere conto perchè ogni giorno dei cittadini vi partecipano e sono sempre di più, a poco serviranno le repressioni utilizzate come in valsusa, denunciate dal Tribunale Permanente dei Popoli nella storica sentenza del 2015 per riuscire a zittire le posizioni contrarie.

V.R. 23.2.16