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I piemontesi preoccupati per la sicurezza degli alimenti

Il 60% dei piemontesi è preoccupato per la qualità dei cibi.

di Leonardo Capella

Il livello di preoccupazione dei Piemontesi sulla qualità degli alimenti è particolarmente elevato. Questo emerge dai dati di un sondaggio condotto sul territorio regionale dall’Asl To5 rivelano infatti che il 60% circa dei cittadini manifesta un elevato timore circa i possibili rischi chimici connessi all’eventuale presenza di pesticidi, ormoni, additivi negli alimenti e il 52% si preoccupa della presenza di possibili batteri o virus nei cibi. 

Questi dati sono stati il motore che ha generato l’esigenza di un convegno che affrontasse il problema. Il convegno Il Piemonte porta in tavola qualità, salute e Come fare sistema e non perdersi nella giungla dell’agroalimentare, organizzato a Palazzo Lascaris dal Consiglio regionale e dall’Asl To5, in collaborazione con Federsanità Anci Piemonte ha provato a dare delle risposte.

Il convegno ha messo in luce l’attenzione che i servizi veterinari in Piemonte dedicano al controllo degli alimenti, per assicurare la qualità di ciò che ogni giorno va in tavola. “La sicurezza alimentare è un terreno multidisciplinare che va protetto e rafforzato dal legislatore ma è altrettanto necessario favorire il lavoro in rete da parte dei vari enti coinvolti per eliminare i doppioni nelle procedure, nelle strutture e negli adempimenti burocratici e favorire una visione d’insieme più autentica del problema”, ha affermato il presidente del Consiglio regionale, Mauro Laus. “Ecco perché nella difesa del made in Italy il sistema dei controlli deve diventare alleato dei produttori come lo è dei consumatori e deve scongiurare ogni rischio di criminalizzazione preventiva delle imprese. In tal senso è anche importante avviare un programma di educazione alimentare, a partire dalle scuole, affinché una corretta informazione condizioni positivamente gli stili di vita delle famiglie”.

Proprio l’educazione alimentare è la necessità che si vede emergere dello studio Passi (Progressi delle aziende sanitarie per la salute in Italia) che, attraverso un sondaggio a campione in sette regioni compreso il Piemonte, ha rivelato che il 69% della popolazione scongela gli alimenti in modo scorretto e almeno 1 cittadino su 4 ha lamentato sintomi gastroenterici correlabili con l’assunzione di cibi crudi.

“Questo dato, declinato sul territorio regionale, potrebbe significare che circa un milione di piemontesi va incontro ogni anno a problemi di salute legati al consumo di alimenti contaminati”, ha dichiarato Maurizio Dore, direttore generale Asl To5 e presidente Federsanità Anci Piemonte.

Temi salienti affrontati nella prima parte del convegno sono stati la qualità dei controlli, le opportunità per lo sviluppo e il commercio delle produzioni agroalimentari, la tutela della salute.

L.C. 28.03.2015