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Il lavoro rende liberi… o forse no!

Oggi il lavoro assume forme di collaborazione talmente strette da dovercisi accontentare, qual'è il limite con lo schiavismo?

di Valsusa Report.

Assistiamo oggi ad una svolta del retribuito. Questo estremo necessario alla sopravvivenza diventa essenziale, diventa obbligatorio impegnare diverse ore della giornata per ottenere la remunerazione base. Un sistema che nel tempo è andato sempre di più centrandosi in attività produttive come fabbriche e cooperative sociali, luoghi di controllo ma oggi somiglianti sempre più a luoghi restrittivi. È di oggi ad esempio la denuncia della Consigliera  e del deputato in solidarietà ai lavoratori di  “costretti a lavorare a temperature elevate – si legge – il divieto di aprire le porte del capannone per far circolare l’aria e l’impossibilità ad ottenere una pausa supplementare nonostante del clima eccezionalmente caldo”.

Ad affiancare questo primo esempio si notano anche politiche che non riescono ad uscire dal sistema fabbrica,  la non riesce più a formulare posti di lavoro, e si incastra a in un “fumoso progetto della cosiddetta “Superfondazione”, un vero e proprio accorpamento del con il sistema museale torinese” con la conseguente perdita di posti di lavoro e contratti senza tutele, come da un comunicato 5 stelle, ed anche ad lasciando al comune la gestione del Forte con la conseguente riduzione di personale da 8 a 2. Infine questo sistema è forse un modo che non lascia spazio a lavori che non siano in fabbriche o grandi cantieri, luoghi appunto di controllo operaio e riduzione remunerativa.

Non pare vi sia soluzione alcuna in questo periodo storico per l’Italia. Al lavoro “normale” si aggiungono le situazioni di salute dove chi ha difficoltà e viene inserito nelle liste protette per disabili, rischia l’oblio, la capacità dello stato nel trovare lavoro a queste categorie diventa infinita se non nulla. Resta solo la rassegnazione, un accontentarsi di ciò che c’è o che ti viene offerto.

Un sistema di controllo e veicolazione del lavoro. Puoi lavorare solo dove dico io e come voglio io, sembra la ricetta proposta dagli ultimi governi, un parallelismo al medioevo. Sembra utile capire che non è cambiato nulla negli ultimi secoli, si va in macchina invece che a piedi e si va più lontano con l’aereo invece che con il cavallo, ma la libertà è rimasta la stessa, sei libero di fare ciò che ti obbligo. Forza che il lavoro è importante.

(V.R. 16.07.15)