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Il mondo della polvere in Clarea

di Gabriella Tittonel

Strano mondo quello del cantiere della , dove, dopo aver per migliaia di anni lottato con ripidi pendii per ricavare di che vivere, oggi si lavora intorno ad un buco che pare diventato, per importanza mediatica, l’ombelico del mondo. Inaridendo tutto quanto intorno prima esisteva, in una ricerca forsennata di un orizzonte altro, di un nuovo scenario, seguendo quanto fin dall’inizio era stato l’intento del suo realizzatore, caparbiamente intento a creare nuove architetture, a qualunque costo.

no tav Clarea 10 7 2014 006Oggi quel luogo, un tempo bosco di castagni, scampolo di vigne e sereno percorso sui passi delle antiche vie, è divenuto il regno della polvere, quella della pietra della galleria, ridotta in  finissime fibre consegnate ai venti della valle. E così la pietra vola, pietra di ogni colore e di ogni qualità, anch’essa intenta a costruire scenari, leggeri come le più invisibili ragnatele.

Per ricondurla in terra in cantiere ci stanno provando, innaffiando strade, su e giù con il camion e la vasca distributrice; ed anche attraverso periodiche annaffiature….  e da alcuni giorni lo stanno facendo anche con il supporto di due cannoni, quelli utilizzati nell’inverno sui campi da sci….. Cannoni spara acqua in un’area che somiglia più a uno spazio di guerra che un cantiere di lavoro, con la presenza  delle Forze dell’Ordine, delle decine di metri di recinzioni, dei chilometri di fili spinati, di quelle concertine da urlo, delle innumerevoli telecamere e di altri supporti mediatici che scavano spazi sempre più vasti fra umani al di qua e al di là delle reti….

I cannoni periodicamente vengono messi in funzione, liberando nell’aria lunghi getti d’acqua, sicuramente miscelati con altre sostanze certo non così innocenti…

Risolto così il problema delle polveri? Certo che no. La polvere asciuga, i venti di valle inaspettati arrivano ed allora non c’è soluzione che tenga… E’ accaduto anche oggi……

G.T. 10.07.14