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Il Tav non lo vuole nessuno, neanche nella bassa bresciana

Il Tav non lo vuole nessuno, lo vuole solo chi specula, è quello che è uscito dall'assemblea dell'8 gennaio 2015 in basso bresciano

Nella bassa bresciana lo dicevano e l’hanno fatto, per monitorare la situazione è diventato operativo fra il lago di Garda e la città un Soccorso , il numero 328.3056509 fa da centralino per andare a controllare le situazionibenchetto brescia no tav già risultate illegali dei proponenti bresciana, come spiega la portavoce Chiara Botticini – “stiamo controllando che i tecnici del general contractor realizzatore di questa infrastruttura operino nel rispetto della legge. Dai primi di novembre si stanno aggirando nelle nostre campagne per effettuare escavazioni e carotaggi e qualche volta abbiamo verificato che ciò è accaduto senza l’autorizzazione dei proprietari”. In questa fase dove il via libera ufficiale ai lavori della tratta non c’è, è necessario un progetto esecutivo che non ha ancora approvazione e continua ad essere rimandata, come successe in , gli espropri della Maddalena, furono realizzati in modo dubbio, la cronaca oramai riporta che nel 2011/2012 recintarono e poi li fecero.

Oramai il costo dell’opera bresciana, tratta da Brescia a verona, è lievitato a 4 miliardi (55 milioni a chilometro) e cancellerebbe 2200 luganaettari di campi dei viticoltori del Monte Netto, più di venti aziende. Si sono alleati al no dei colleghi del Lugana, per salvare campi a mais e grappoli d’uva. La sera dell’ 8 gennaio a Capriano del Colle, in una partecipata riunione pubblica il fatidico no. E intanto, nel pomeriggio sono andati a ruba il “Calendario No Tav 2015”, i foulard e le bandiere del movimento, venduti per autofinanziare l’organizzazione e realizzazione delle prossime iniziative. La volontà è chiara: “assurdo sacrificare altro territorio agricolo quando si potrebbe potenziare la linea storica.”

All’assemblea vi era anche il sindaco Claudio Lamberti, di Capriano del Colle, come riportato da Corriere della sera: “Non c’è solo l’esigenza di tutelare il suolo agricolo ma il progetto fa acqua anche nell’analisi costi-benefici: sulla Brescia-Verona transiterebbero 18 coppie di treni per passeggeri, visto che i merci su tav non viaggiano. Che senso ha quindi prevedere la stazione a Montichiari? Davvero siamo convinti che serva il treno per rilanciare un aeroporto che nonnotavbs1 è mai partito? E i bresciani per prendere l’alta velocità andrebbero a Montichiari consumando così i 9 minuti risparmiati dal viaggio per Verona? Abbiamo inviato queste osservazioni al ministero, motivando la nostra contrarietà. Credo che questo sia un progetto per pochi”.

Presenti anche le associazioni ambientaliste da Legambiente a Coldiretti, ecco nato un’altro fronte che non vuole lo sperpero del territorio ma la conservazione delle eccellenze già coltivate dai propri predecessori, infatti in un momento di crisi come questo ripartire con nuove aziende equivalrebbe a fallimento sicuro.

Sito Brescia No Tav qui.

V.R. 10.01.15