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Immigrati oltre la Manica

Una riflessione su quanto sia difficile capire la condizione disperata di essere umani "immigrati" che sfidano la morte per cercare alternative.

di Claudio Giorno.

Riproponiamo un articolo di Claudio Giorno scritto il 30 maggio scorso sulla situazione degli che continua ad avere attualità. Buona lettura.

Non so chi – tra coloro che oltre che alla rai sono anche abbonati a sky – abbiano visto ieri sera un servizio sulle condizioni sub-umane in cui sono accampati migliaia di migranti a Calais. calais-scontri-tra-immigrati-610319Nell’estremo lembo di terra francese da cui è possibile raggiungere la Gran Bretagna per mare, ma soprattutto via (sotto)terra attraverso “eurotunnel” sono sparsi tende, baraccamenti, cartoni e ogni cosa possa servire a rendere meno insopportabili attese di settimane, mesi (in qualche caso anche di poco meno, poco più di un anno). Non che non si sia tentato e si tenti di impedirglielo: il comportamento violento della gendarmeria è documentato da decine di video reperibili in rete come ad esempio quello visibile al seguente link.

Ciononostante il tentativo ripetuto di sgomberare manu-militari gli accampamenti e disperdere gli accampati consente di “vincere facile” le singole battaglie ma non la guerra, che sembra inesorabilmente persa sin d’ora: basta scorrere le numerose notizie che riferiscono di operazioni massicce e costose avvenute negli ultimi anni – (ogni volta riferite come “risolutive” dai media francesi che quanto a piaggeria verso il potere non hanno niente da invidiare ai nostri)  per capire che la disfatta è l’unica garanzia certa…Ne sono ben coscienti gli esponenti di molte associazioni umanitarie forti di una lunga e riconosciuta tradizione al di la delle Alpi, che si impegnano per alleviare almeno i disagi più insostenibili: significativa l’intervista a un anziano militante che con tono severo ammonisce alcuni giovani che dopo aver scaricato indumenti vecchi e logori si stupiscono di non ricevere ringraziamenti senza capire che prima ancora che le condizioni di disagio le persone che guerre, fame e disperazione hanno spinto sin li, rifuggono il pietismo e rivendicano la loro dignità. Sorprendente (immagino soprattutto per i “corrispondenti” italiani) che sindaco e vice  della cittadina pur militando nell’UNP abbiano cocalais-migranti-provano-ad-attraversare-la-manica-666270stretto il ministro degli interni socialista a prendere atto dei fallimenti della polizia e a impegnare il governo nella ricerca di una politica che possa almeno far immaginare una soluzione a lungo termine. Perché la speranza di infilarsi negli angusti spazi del carico di un camion furgonato, o l’incoscienza di incastrarsi nel telaio di un autoarticolato costituisce un pericolo grave ma “accettabile” per gente che è arrivata sin qui dopo aver attraversato il deserto libico e affrontato il Mediterraneo su un gommone. Non ho trovato il link di questo bel servizio, perché le direttive della proprietà della pay tv multinazionale sono evidentcalaisemente di riempire il palinsesto dei loro innumerevoli canali, ma non di rendere facilmente fruibili quei prodotti di qualità che sfuggono alle maglie strette di una rete che si rivolge a un pubblico che si vuole il più possibile medio…basso…Ma ho trovato su “” un bel servizio di qualche tempo fa, ma assolutamente idoneo a far capire la situazione descritta dal più recente documentario di ieri sera. Ne  propongo la visione anche con l’intento – che qui dichiaro – di inquietare almeno un po’ i segusini “benpensanti”, amanti della legalità e del quieto vivere, quelli che si dicono disturbati persino dalla più innocua manifestazione non tanto “No ”,  (che ben si capisce quanto possa contrariarli),  ma “Si ospedale”: pensate se il boschetto disegnato dall’archistar per avvolgere la stazione internazionale di san Giuliano si trasformasse in un campeggio di disperati alla ricerca di un “passaggio” verso e Nordeuropa…

(C.G. 29.05.15)