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Ingiunzione di Bruxelles alla Francia per l’aeroporto di Nantes, Notre-Dame-des-Landes

Arriva una lettera da Bruxelles al governo francese. Violazione delle norme comunitarie nella valutazione di impatto ambientale.

di Massimo Bonato

Una delle spine nel fianco del governo francese è certo l’aeroporto di . Ad avvelenare le riunioni parlamentari è giunta mercoledì una lettera di diffida alle autorità francesi da Bruxelles, “il primo passo di una procedura d’infrazione”.

Ne parlano in questi giorni le testate francesi, da «Le Monde» a «Le Figaro», da «Liberation» a «Le Point», «Les Echos», benché il primo a trattare il tema, poco prima che Agence France Presse battesse la notizia è stato il quotidiano «Presse Océan», il quale rivela come Bruxelles si interroghi sull’“assenza di alcune valutazioni di impatto ambientale, che devono in particolare includere i possibili effetti significativi sull’ambiente, compresi gli effetti secondari e cumulativi”. La Commissione europea ha cioè criticato le autorità francesi imputando loro di aver violato la legge, omettendo di valutare l’impatto ambientale nel progetto dell’aeroporto tanto contestato. Il primo passo della procedura di infrazione per il mancato rispetto delle norme comunitarie: la direttiva 2001/42/CE infatti impone agli Stati membri di presentare una Valutazione Ambientale Strategica (VAS) di piani e programmi che definiscono il quadro di riferimento per la costruzione di un aeroporto. Ora la Francia ha due mesi per rispondere.

Sembra una buona notizia per gli oppositori del futuro aeroporto, la cui realizzazione è gestita dalla Vinci Airports. Nonostante il successo del loro evento il 22 febbraio, gli occupanti della ZAD, una zona a pianificazione differenziata divenuta zona da difendere, e i loro sostenitori (ambientalisti, anticapitalisti, agricoltori) temevano che il lavoro avrebbe avuto presto inizio, non avendo sortito effetto i molti ricorsi giudiziari presentati.

6271352816354Si tratta quindi di una valutazione che “deve essere completata prima che il programma venga adottato” dichiara a «Le Monde» Jo Hennon, portavoce del commissario europeo ambiente. Anche perché il progetto è stato varato prima delle sentenze emesse nel dicembre 2013 sul “diritto all’acqua” e sulle “specie protette”, cosa che non impedirebbe, senza le dovute attenzioni, di mettere mano ai lavori pur senza adeguarsi alle normative europee in fatto ambientale. Una svista che si protraeva dal febbraio dello stesso anno però, quando fu ancora una volta Bruxelles a chiedere al governo francese di fornire informazioni sul rispetto delle normative europee su Notre-Dame-des-Landes, compresa la valutazione dell’impatto del progetto sull’ambiente.

Sereni si dicono alla prefettura della Loire-Atlantique, che per voce di  Mickaël Doré, sottoprefetto incaricato del caso di Notre-Dame-des-Landes ha fatto sapere di “prendere atto” della decisione di Bruxelles, e di volere “una breve formalizzazione dei punti che restano da affrontare” nel quadro di un “dialogo che abbiamo con la Commissione europea da diversi mesi”.

Sarà. Intanto, alla notizia,  l’eurodeputato dei Verdi Yannick Jadot twitta: “L’apertura della procedura europea costituisce una prima vittoria della legge sulla megalomania”.

M.B. 19.04.14