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Intervista a Turi Vaccaro

Presente al corteo del 9 agosto a Niscemi, il noto pacifista, in sciopero della parola, porta nella base statunitense il messaggio di molti.

di Daniela Giuffrida

Abbiamo incontrato  , a margine dell’assemblea tenutasi al presidio permanente in c.da Ulmo, voluto dal Coordinamento Regionale dei Comitati .

Turi Cordaro Vaccaro è notissimo fra coloro che vivono la resistenza pacifica agli abusi compiuti  a danno di territori “massacrati” e cittadini inermi. Da quella prima volta in Olanda, quando armato di una mazza entrò all’interno di un hangar e “distrusse”  i quadri di comando di due F16, la sua vita è stata uno spostarsi laddove ci fosse bisogno di un segnale di protesta e di pace. Ed è così che lo abbiamo incontrato mille volte in Val Susa, contro il Tav, altrettante a contro il Muos.

 

Ciao Turi, ci si rivede dopo l’ultima manifestazione in Val Susa, sei in sciopero della parola, ma so che con la stampa parli.

Sì, sciopero della parola ma anche sciopero della fame oggi, qui a Niscemi ci sono io in sciopero, a Vicenza per i No Dal Mulin è in sciopero Danilo Schenato e per i No Tav , in Val Susa, Elisabetta Lambert.

Perché questo sciopero?

Oggi Nagasaki, un giorno fondamentale per noi attivisti non violenti, uno sciopero per ricordare quelle migliaia, 150.000 innocenti,  vaporizzati in un istante.

Daniela Giuffrida_14_CIMG6674Cosa accadrà oggi?

Oggi il corteo e durante la manifestazione ho intenzione di fare un’azione di disarmo non violento. Entrerò nella base e porterò dentro, con me, messaggi che mi hanno dato persone e  disegni che mi hanno affidato dei bambini, i miei nipotini compresi, e anche foto loro. Porterò con me anche un martello che ho trovato nel giardino di Luca Abbà, caduto dal traliccio in Val di Susa, sul manico hanno firmato i presenti al campeggio e tanti altri e porterò tutte queste testimonianze di pace e volontà di disarmo, dentro la base, con me. Cercherò di usare il martello in maniera da non fare “cazzate”, come dice Luca. Cercherò di raggiungere l’obiettivo.

Cosa pensi di fare e soprattutto come?

Il mio obiettivo sono le tre antenne del Muos, mi rendo conto della difficoltà anche perché ho deciso di non muovermi in segretezza, voglio che la cosa sia di tutti noi, non solo mia quindi arriverò fin dove mi lasceranno arrivare. Ovviamente non dirò quale sarà il momento in cui lascerò il campeggio qui al presidio, sarà una sorpresa  per tutti.

Loro, sono le forze dell’ordine italiane.

Sì, loro sanno che qualcosa accadrà, noi non vogliamo che loro ci sparino addosso, sappiamo che possono farlo ma se li avvisiamo in qualche modo si prenderanno  delle responsabilità e poi il nostro movimento non deve avere segreti, è un movimento di massa, popolare.  Iniziamo un dialogo anche con loro, non l’ho fatto direttamente, non ho scritto loro  una lettera  ma parlo con loro attraverso voi, attraverso la stampa e attraverso qualcuno di loro nascosto fra di noi e sicuramente questo qualcuno riferirà ai suoi superiori.

Lascerai un messaggio  per le autorità della base? Pensi di restare dentro a lungo?

Si, lascerò un messaggio per le autorità della base e cercherò di restare finché sarà possibile, so che è probabile che venga arrestato quindi aspetterò che lo facciano, non passerà inosservata questa cosa… Probabilmente mi terranno dentro per un po’ e poi ho fatto la mia scorta d’acqua…  (sorride).

In questi giorni ricorre il 9° anniversario della tua azione per il disarmo di quei  due F16 che hai messo in  in Olanda, ma in quei paesi  si parla di Muos?

Sì, attraverso internet le notizie arrivano anche li ma non tutti lo sanno, in Olanda ho degli amici che mi hanno sostenuto già durante la mia iniziativa per quell’azione sugli  F16, so che in Belgio ci sono tanti siciliani e c’è un comitato No Muos, ce n’è uno anche in Francia ed uno a Ginevra. Io ho preso contatti con i comitati belga e olandese e sicuramente, se questa azione andrà bene se ne parlerà in tutto il mondo.

Mi dici la tua idea su ciò che sta accadendo in Palestina?

La Palestina è qua, gli USA stanno qui e stanno dietro Israele. Gli israeliani sono i loro banchieri e seguono gli umori di Obama. Ogni tanto Obama fa finta di aiutare i Palestinesi, ma in realtà…

E lo stesso succede in Italia, non ci scordiamo che l’Italia è il 4° fornitore di armi ad Israele, io penso dovrebbe essere vietato vendere loro armi, visto che Israele è perennemente in guerra e l’Italia è un paese che sulla carta ripudia la guerra, no?

Noi non possiamo tollerare tutto questo, da una parte si spinge al boicottaggio contro i prodotti israeliani e dall’altra, poi,  gli si mettono armi in mano.

Qualcuno definisce questa  guerra un “infanticidio”.

Sì  questo è un aspetto davvero impressionante, ma nelle guerre moderne muoiono solo  per un eccezione  i soldati, solo in misura del 20%,  in realtà gli obiettivi sono i civili… del resto se punti su una scuola o nel centro abitato da civili, e difficile che se ne salvino in molti.

Vuoi lanciare un messaggio prima di riprendere il tuo sciopero della parola?

Si, vorrei lanciare un appello alla “non violenza”, a non accettare provocazioni da parte della Polizia, anch’io tante volte sono stato provocato, hanno fatto finta di darmi dei pugni ma io sono rimasto calmo e tranquillo. Qualcuno di loro lo fa a posta per vedere una nostra reazione, Ci saranno sicuramente degli infiltrati che proveranno a tirare pietre o addirittura bombe carta, questo al solo fine di creare disordini e far passare per violento un movimento che violento non è. Quindi guardiamo chi ci sta a fianco e se vediamo che hanno pietre in mano a farlo rinsavire. Mi auguro che nessuno faccia uso di droghe o di vino, in modo da essere tutti  lucidi e sereni.

 

Questo il pensiero di Turi Vaccaro nelle ore che precedevano il corteo del 9 agosto. Turi ha scavalcato, è salito su un’antenna ma è ridisceso giù raggiungerne un’altra dove sarebbe stato insieme ad altri due attivisti. Una volta sceso in terra è stato bloccato dalla Polizia che gli ha impedito di risalire.

Mentre scriviamo è libero, ospite del presidio permanente e cosa abbia in mente di fare non sappiamo, con esattezza… Ma ci ha detto che, presto, sentiremo ancora parlare di lui.

D.G. 10.08.14