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Italia ‘guadagna’ il 46° posto nella classifica dell’istituto svizzero IMD

Si parla ogni giorno di riforme e nel mentre quelle viste sino ad ora lasciano molte perplessità sulla loro efficacia e utilità, un'altra classifica internazionale retrocede l'Italia come paese desiderabile per fare affari.

di Davide Amerio

Se c’è una classifica cui partecipare oramai il nostro paese sgomita per raggiungere l’ultimo posto in graduatoria. Non potrebbe essere altrimenti stante gli ‘impegni’ del nel proporre tipologie di gelato, i 10, 100, 1000 giorni che ricordano più Baglioni che una programmazione progettuale e la complicità degli Italiani felici di camminare in equilibrio sul bordo del baratro illusi che l’ sia un gioco per la stanza dei bottoni.

Nelle ultime ore viene divulgata la notizia della classifica stilata dall‘Institute for Management Development (Imd) di Losanna che si occupa di valutare il livello di , a livello mondiale, dei paesi e delle rispettive economie. Obiettivo dello studio è determinare quali prospettive di ‘crescita’ o ‘ripresa’ hanno i singoli paesi nello scenario economico mondiale.

I criteri utilizzati per determinare le posizioni della classifica sono molto complessi e articolati. Le analisi vertono a individuare la capacità delle nazioni di creare e mantenere un ambiente nel quale le possono competere [1]. Le aree su cui lo studio si focalizza sono:

Prestazioni economiche
Efficienza del governo
Efficienza delle imprese
Infrastrutture

Ciascuna di queste aree viene suddivisa in sotto aree di interesse e attraverso l’applicazione di criteri analitici e dati statistici l’istituto produce una classifica finale.
Quella elaborata per l’anno 2014 la trovate qui.

Una sintesi che riporta i Rank (posizione nella classifica) dell’anno in corso e del precedente con indicazione delle tendenze indicate da una freccia la riportiamo qui sotto [2]

IMD classifica competitività 2014

IMD classifica competitività 2014

Come osserva l’Istituto gli Usa consolidano la posizione al primo posto grazie alla diminuzione della disoccupazione e al dominio tecnologico e infrastrutturale [2].

Nelle prime dieci posizioni la situazione è pressoché immutata, Svizzera, Singapore e Hong Kong restano in posizioni dominanti grazie alle esportazioni, all’efficienza nel ‘’ e all’innovazione tecnologica. Nell’area euro si rilevano le posizioni forti della Germania, Danimarca, Svezia e Norvegia; mentre  i paesi ‘periferici’ Irlanda, Spagna e Portogallo sono in crescita nella classifica. Se cercate l’Italia dovete scendere sino al 46° posto; per la Grecia un preoccupante 57°.

Praticamente la nazione in Europa più promettente non appartiene all’area valutaria euro!

Ma c’è di più. Gli analisti dell’IMD affermano che i risultati di un loro sondaggio inducono a considerare come sette dei primi 10 paesi della classifica generale per il 2014 sono anche nella top 10 per avere un immagine all’estero che incoraggia lo sviluppo delle imprese […]. In generale vi è una forte correlazione tra la classifica della competitività complessiva di un paese e della sua immagine internazionale come luogo per fare affari (vedi seconda tabella qui di seguito) [2]

IMD classifica affidabilità per business

IMD classifica affidabilità per business

E come si può notare da questa seconda tabella l’Italia figura al 49° posto.

Questo studio offre un quadro della situazione sopratutto sulla credibilità che il nostro paese ha raggiunto all’estero in ambito economico. dovrebbe guardare con attenzione questi risultati mentre rilascia interviste nelle quali dichiara di voler incentivare investitori esteri – e non i soliti noti dei soliti salotti – a venire in Italia per fare ‘business’.

Peccato il giovane boyscout non consideri che questi ‘salotti’ sono figli maggiormente della sinistra radical chic da cui lui proviene e della quale fanno parte molti membri del suo partito.

Continua a mancare una visione d’insieme. Un piano industriale che stabilisca cosa produrre, come e in che modo e piani strategici non per opere faraoniche ma per interventi mirati e ragionevolmente utili. Per non parlare della corruzione e della conseguente evasione fiscale. Da ricordare che altre classifiche ‘onorano’ l’Italia come il paese nel quale le imprese sono le più tassate in assoluto. Insomma le solite storie che ci raccontiamo da anni e che risultano impossibili da attuare proprio grazie alla presenza di quei ‘salotti’ buoni nei quali una parte ristretta di notabili assorbe e distrugge la ricchezza e le potenzialità del paese. Almeno in parte Renzi ha ragione.

D.A. 04.09.14

[1] http://www.imd.org/wcc/research-methodology/

[2] http://www.imd.org/news/2014-World-Competitiveness.cfm