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Italo, Montezemolo presenta il conto allo Stato

Montezemolo, a due anni dalla creazione di NTV e la messa in rete dei treni Italo, chiede supporto allo Stato per avere contratti di solidarietà ed evitare licenziamenti

di Davide Amerio  Eccoci, di nuovo o come sempre, verrebbe da dire. I nostri "capitani" d'industria presentano progetti e promesse mirabolanti e poi, passa un anno, ne passano due, eccoli in fila davanti alle casse dello Stato a elemosinare aiuti per le loro imprese in difficoltà. Copioni già visti un numero infinito di volte in questa parodia di mercato libero turbo capitalistico che è il sistema Italia.

Il Trenhotel Joan Miró Barcellona-Parigi (1991-2013). Meno caro e più veloce di un treno ad alta velocità. Fotografia di Sergio Evangelio

Luca Cordero di , a due anni dalla nascita di con la flotta dei treni nati, a suo dire, per far concorrenza a Trenitalia nell’ambito della AV, chiede gli ammortizzatori sociali per 1000 contratti per far fronte alle perdite di bilancio causate dalla crisi. Specifica l’agenzia Reuters:

L’intesa (con i sindacati ndr), che ha una durata di 12 mesi, prevede tra l’altro una riduzione media di 1,5 giorni di lavoro al mese e l’impegno di Ntv a impiegare le ore perse di lavoro in formazione, al fine di non intaccare la qualità del servizio ai viaggiatori, vero fattore cruciale di successo”, spiega una nota diffusa in mattinata dall’azienda del treno “Italo”, che ha garantito ai sindacati Cgil Cisl Uil, Ugl e Fast “il rispetto degli impegni contrattuali previsti”.

Il ricorso ai contratti di solidarietà, che riguarderanno di fatto tutto il migliaio di dipendenti, è stato causato dalla crisi economica, ma anche dai difficili rapporti con le Ferrovie dello Stato sull’utilizzo della rete ferroviaria, ha detto una fonte a conoscenza del dossier. 

Curiosamente Montezemolo è stato indicato come futuro presidente di Alitalia (una garanzia di successo quindi) e il Fatto Quotidiano ci ricorda che a presiedere NTV è Antonello Perricone :

[…] lo stesso che si è guadagnato sul campo l’appellativo di uomo del buco del Corriere della Sera per avere avallato a suo tempo la rovinosa acquisizione della spagnola Recoletos da parte di Rcs quando ne era amministratore delegato […] 

Naturalmente tra i finanziatori di NTV non poteva mancare l’apporto  di Banca Intesa ai tempi in cui era presieduta da Corrado Passera.

Il solito pasticcio all’italiana. Ovviamente ora viene utilizzata la scusante della crisi per giustificare risultati economici deludenti: nel 2013 NTV ha registrato un risultato operativo negativo di 104 milioni di euro in miglioramento rispetto ai 140 dell’anno precedente. Il tentativo di far quadrare i conti sarà impresa ardua. Da tempo gli economisti e gli ingegneri contrari ai progetti AV documentano come i costi di impianto delle strutture siano praticamente irrecuperabili e quelli di gestione devono essere compensati da tariffe alte che restringono l’utenza finale ad una nicchia. I progetti AV in Europa ottengono, nel medio (e lungo) periodo, l’effetto contrario degli obiettivi  posti alla base della loro creazione come abbiamo già documentato con questo servizio di Tgvallesusa.

L’accusa di essere intralciati da Trenitalia non è poi certo priva di fondamento. Ricordiamo che la compagnia Arenaway, fondata da un imprenditore privato (Giuseppe Arena) e con sede ad Alessandria, fu fatta letteralmente fallire nel silenzio dei media e dei politici “liberal” di casa nostra. Come ben riassume la voce di Wikipedia:

La società fu fondata nel 2006 da Giuseppe Arena con l’obiettivo di svolgere, in virtù della prospettata liberalizzazione ferroviaria, un servizio ferroviario passeggeri alternativo a quello offerto da Trenitalia sulle direttrici regionali fra Piemonte e Lombardia […].

Per quanto riguarda il servizio passeggeri, all’inizio del 2010 Arenaways propose un’offerta di corse ferroviarie lungo le direttrici ferroviarie tra Milano e Torino. In particolare i suoi convogli avrebbero percorso in entrambi i sensi di marcia un anello a servizio delle seguenti stazioni: Milano Porta Garibaldi, Rho Fiera Milano, Novara, Vercelli, Santhià, Torino Porta Susa sotterranea, Torino Lingotto, Alessandria, Asti, Pavia, Milano Rogoredo, tornando quindi a Milano Porta Garibaldi
Il servizio sopraesposto fu proposto come un’alternativa a quelli espletati da Trenitalia. Al momento della presentazione dell’offerta di Arenaways, la società del gruppo Ferrovie dello Stato copriva le linee fra Piemonte e Lombardia con due tipi di servizio: quello regionale, le cui corse erano sussidiate e soggette al contratto di servizio con le amministrazioni regionali competenti, e quello a lunga percorrenza, a sua volta distinguibile sotto diverse classificazioni come ad esempio gli Eurostar Italia, le cui corse non venivano sussidiate e non effettuavano fermate intermedie. La società alessandrina propose di svolgere il proprio servizio con corse simili a quelle degli InterCity, ad esempio con prenotazione del posto obbligatoria, senza ricorrere a finanziamenti derivanti da sussidi pubblici e applicando prezzi, ai sensi di legge, in modo tale da non interferire sull’equilibrio finanziario del servizio sussidiato di Trenitalia […]

Nei primi giorni di novembre del 2010, l’Ufficio per la regolazione dei servizi ferroviari (URSF) del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti espresse un parere contrario al servizio proposto da Arenaways, sostenendo che quello che la società avrebbe voluto espletare tra Milano e Torino fosse più simile ad un servizio regionale, piuttosto che ad uno InterCity […]

Ad inizio 2011, le prime rilevazioni del volume di passeggeri trasportati dal servizio sulla Torino-Milano riportarono una media giornaliera di circa centodieci utenti e una media settimanale oscillante tra gli ottocento e i millecento. A detta dell’amministratore delegato della società, Arena, il modesto risultato fu causato dalle decisioni dell’URSF e dalla scomodità delle tracce orarie rilasciate da Rete Ferroviaria Italiana […]

Il 9 agosto 2012, in merito alla questione relativa al servizio Torino – Milano, l‘Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM) decise di multare Ferrovie dello Stato, Trenitalia e RFI per abuso di posizione dominante al fine di ostacolare un nuovo entrante. In particolare, FS e RFI furono sanzionate in quanto dilazionarono l’assegnazione delle tracce ad Arenaways per oltre diciotto mesi dalla richiesta iniziale, mentre Trenitalia, ed ancora la holding FS, per aver fornito informazioni errate all’URSF tali da far negare alla società alessandrina le fermate intermedie per il suo servizio Torino – Milano

Insomma c’è di che stare tranquilli, come sempre …

D.A. 06.03.14