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La fiaccolata di Vaie

Grande partecipazione, consapevolezza della durezza dello scontro, idee chiare su attentatori e responsabili politici. Rifiutata la solidarietà di Esposito e Napoli. Ci si prepara a invadere Susa il 16 Novembre.

DSCN2489 Vaie, 3.11.2013.     Più di duemila persone si sono ritrovate davanti al presidio bruciato di Vaie per sfilare nelle vie del paese  atestimonianza della rabbia popolare per l’attentato. Erano presenti diversi sindaci della Valle. Il corteo era aperto da uno striscione (Non brucerete i nostri cuori!) portato dai bambini, la prossima generazione di No Tav che già si prepara a contrastare tutte le grandi opere. A sentire i pareri diffusi, poca è la fiducia  nei confronti della Procura torinese che faccia luce sugli autori dell’incendio visto che mai sono stati individuati gli autori di tutti gli atti di terrorismo computi contro il movimento. Invece le idee sull’identità degli attentatori, quasi sicuramente gli stessi che bruciarono i presidi di Borgone e Bruzolo nel 2010, circolano piuttosto chiaramente: bisogna cercarli – dicono – tra le maestranze delle ditte che lavorano a Chiomonte o tra le sezioni di partito che si erano a suo tempo mobilitate per cancellare le scritte sul Musinè. I mandanti verrebbero a ruota.

Si è consapevoli comunque che l’incendio sia stato una risposta agli atti di sabotaggio contro le macchine delle ditte e che quindi quanto è accaduto stia nello scontro in atto sul territorio.              Unanime tra i dimostranti è il rigetto della ipocrita solidarietà di Esposito e di Napoli indicati come responsabili politici dela situazione di tensione determinata dall’occupazione militare. Tutti si sentono mobilitati per la riuscita della manifestazione del 16 Novembre a Susa e si confida che l’indignazione per l’attentato porti ancora più gente in piazza.

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