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La gincana di Renzi al Sud

Al Ferragosto, Matteo Renzi è arrivato con il fiato corto, dopo aver fatto di tutto per evitare le contestazioni di Napoli ed esser letteralmente sfuggito ai No Muos a Gela.

di Massimo Bonato

«Renzi è a Napoli in piena emergenza roghi tossici, ma ignora la questione della » dichiara Angelo Ferrillo, ideatore e responsabile di «terradeifuochi.it». Il premier è atteso alla Città della Scienza, con Stefano Caldoro, presidente della Regione Campania, e Luigi de Magistris, sindaco di Napoli. È qui

per la ricostruzione dello Science Center distrutto da un incendio nel 2013 e la bonifica dell’area di Bagnoli.

All’esterno la Terra dei fuochi e i lavoratori dei Consorzi unici di Bacino, senza stiperndio da 22 mesi. Manifestanti che stendono striscioni, volantinano, ma soprattutto sperano di incontrare Renzi «per sbloccare una questione che interessa la sicurezza, la salute e l’economia di milioni di cittadini», dopo mesi di tentativi nel cercare di stabilire un contatto diretto con la sua segreteria. Ma non si vede.

Il copione si replica a nella stessa giornata. Renzi dichiarerà “Abbiamo preso un impegno occupazionale con ”, ma intanto dal palazzo comunale esce dalla porta di servizio per evitare la contestazione e gli operai dell’Eni. A fargli da scudo il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta, già sindaco di Gela, che è uscito dal portone principale, in tempo per sentirsi ripetere i motivi per cui attivisti e operai erano radunati “No al Muos, no alla guerra, via le basi Usa dalla nostra terra”, “Lavoro No Guerra”.

“Una bella figura istituzionale” ha commentato il gruppo comunicazione del coordinamento regionale dei comitati No Muos.

M.B. 17.08.14