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La Lande nei guai per camorra. Quando l’interdittiva del Prefetto Tafuri?

da NoTavTerzovalico.info

Lo avevamo scritto in tempi non sospetti e per questo la Lande Srl aveva annunciato sui giornali di averci querelato per diffamazione. Chissà se il signor Marco Cascella, proprietario della Lande, deciderà di querelare anche la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli che lo ha messo sotto inchiesta per l’affidamento sospetto di alcune gare d’appalto in uno degli infiniti scandali che legano appalti, e . Non stiamo parlando di bruscolini, ma del secondo filone dell’inchiesta “Medea” riguaradante i legami fra politica, imprenditoria e il clan dei Casalesi.

Alcuni operai della Lande, in perfetto stile camorrista, si erano anche resi responsabili delle minacce di morte ad un attivista del comitato No – Terzo Valico di Pozzolo e questo episodio aveva trovato eco fin dentro l’aula di Palazzo Madama.

Questa notizia non fa che confermare quanto andiamo scrivendo da parecchio tempo: il protocollo antimafia firmato per salvaguardare le infiltrazioni all’interno dei cantieri fa acqua da tutte le parti e non è stato in grado fino ad oggi di tutelare il territorio dalla presenza di organizzazioni criminali. Davanti all’inchiesta della DDA di Napoli il Prefetto di Alessandria Romilda Tafuri dovrebbe immediatamente emanare un’interdittiva antimafia prefettizia, misura che prescinde dall’accertamento di singole responsabilità penali e si fonda su accertamenti compiuti da singoli organi di polizia valutati dal Prefetto competente territorialmente. Aggiungiamo che dopo l’emanazione dell’interdittiva occorrerebbe verificare se all’interno del cantiere di Libarna tutto sia stato fatto a regola d’arte o se, per esempio, vi sia stato l’interramento di rifiuti tossico nocivi.

Caro Prefetto Tafuri è arrivato il momento di entrare in scena e questa volta per farlo non serve neppure una telefonata ad Ercole Incalza.