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La sentenza dei petardi

Davide Forgione, 21 anni di Torino, e Paolo Rossi, 26 anni, entrambi residenti a Torino, alla guida di un'auto erano stati fermati e poi arrestati per detenzione e trasporto di materiale esplodente.

Di Valsusa Report

I due, studenti universitari, dal 30 agosto 2013 sono agli arresti domiciliari dopo un periodo di ventun giorni di detenzione cautelare.

La loro Toyota Yaris, insieme ad altre quattro vetture, si stava muovendo lungo la provinciale. I carabinieri sono intervenuti a colpo sicuro: “La Digos, con la quale c’è ottima collaborazione – aveva detto il capitano Stefano Mazzanti – aveva segnalato che al campeggio di Venaus erano state notate delle persone impegnate a caricare pneumatici su quell’auto”. Sul materiale sequeforgi_paolo_uscita_carcerestrato venne disposta una consulenza tecnica per accertarne l’efficacia. Si capì poi dalla prima udienza che la CTU doveva stabilire “non la pericolosità, ma la micidialità dei fuochi d’artifizio” come richiesto dai Pm Padalino e Rinaudo.

L’accusa ha tentato di ricostruire la propria versione dei fatti, insistendo sulla “micidialità” del materiale trovato a bordo dell’auto, facendo espliciti rimandi ad altri momenti di dimostrazione del dissenso al cantiere della Maddalena.

La difesa, rifacendosi alla perizia di un esperto chiamato a testimoniare nell’udienza, ha dimostrato come il materiale trovato sull’auto non fosse altro che un insieme di “botti di capodanno” e comunque di pari intensità, anche per le fantasiose molotov con bottiglie di plastica l’innocuità è risultata certa: si trattava di bottiglie di plastica con materiale non infiammante, in altre acqua e malox.

I giudici hanno accolto l’impostazione della Procura ma rispetto ai 6 anni chiesti dai Pm Antonio Ribotti2naudo e Andrea Padalino, hanno ridotto la pena applicando il meccanismo giuridico della “continuazione interna”. A pesare molto nel giudizio anche la requisitoria del Gip che la scorsa estate aveva convalidato il fermo dei due imputati, con cui aveva rimarcato un preoccupante “salto di qualità criminale”, e ancora “Non appare in dubbio la finalità di attentare alla pubblica incolumità con il notevole materiale infiammabile da loro detenuto senza altra ragione plausibile” – “tutta la strumentazione necessaria per confezionare materiale esplosivo e congegni micidiali”.

La pena è di due anni due mesi e 5000 euro di multa, seguirà la richiesta di appello da parte degli avvocati della difesa. Per ora, entrambi i giovani No Tav restano agli arresti domiciliari.

VR  (14/03/14)