L’automobile e l’ambiente: la grande illusione del “pulito

Das Auto und die Umwelt: die große Illusion des "Sauberen" - L'automobile e l'ambiente: la grande illusione del "pulito"

Contributo di Ing. Antonio Alei.

La lezione di “Fondamenti dei Trasporti” del mio professore alla “Sapienza” di Roma (era il 1978) terminò con queste testuali parole:

“La fortuna dell’ è stata quella di indirizzare il tubo di scarico del motore sulla parte posteriore, se fosse stato posto sul davanti (o sotto al naso) non l’avrebbe acquistata nessuno!”.

Il motore a combustione interna (o esterna, come nelle locomotive a vapore) inquina irreparabilmente per sua natura. Tutti i dispositivi anti- adottati da decenni non sono altro che l’inane tentativo di mettere un “tappo” (o una “pezza a colori”, direbbero a Napoli) a una cosa che comunque “puzza” in senso lato.

L’unico vero mezzo ecologico che Madre Natura ci ha messo a disposizione, oltre ai piedi, è il cavallo e suoi derivati (asino e mulo) o la bicicletta (che in parte inquina per realizzarla).

Tutto il resto è pura “fuffa”, ivi compresa l’. Perché?

Per realizzare un’auto elettrica si debbono spendere da 100 a 500.000 Mega Joule di energia (costruzione edifici e macchinari per realizzarla, estrazione minerali, lavorazione materie prime, produzione plastica e metalli, produzione componenti, montaggio, trasporti, ecc. ecc.) a seconda della quantità di veicoli prodotti nella catena di montaggio (meno ne realizzo, più “pesa” l’energia spesa per costruire la fabbrica).
100.000 Mega Joule di energia equivalgono ad una emissione in atmosfera di circa 13 tonnellate di anidride o diossido di carbonio (CO2).

Poi l’auto “non inquina” se l’energia utilizzata per muoverla è di provenienza “rinnovabile” (idrica, solare, geotermica, eolica, ecc.). Il virgolettato non è un refuso, ma sta ad indicare che i termini “non inquinante” e “rinnovabile” sono anch’essi da prendere con le molle (tutte le attività antropiche o umane producono “entropia” [che genericamente misura il disordine] e quindi inevitabilmente inquinano).
Ad esempio l’energia solare non è gratis, va captata con “marchingegni” che per realizzarli costano ed inquinano, come poi per smaltirli a fine vita.

In Italia il 75% dell’energia proviene da fonti non rinnovabili. Con cosa ricarico l’auto elettrica mentre è nel garage di casa?

L’auto elettrica in movimento inquina anch’essa (emette calore, radiazioni elettromagnetiche, polveri dagli pneumatici, ecc. ecc.). Come ne usciamo? Col buon senso, sprecare di meno e produrre veicoli (e beni in generale) che non solo siano poco inquinanti, ma che durino almeno il quadruplo degli attuali per ridurre l’impegno di energia di “semina”, ossia dell’energia spesa per progettarli, produrli e smaltirli.