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Militarizzazione in Valle. L’autostrada di servizio

L'Autostrada del Frejus in realtà oggi è una strada di servizio del cosiddetto "cantiere Tav".' E c'è chi ancora nega la militarizzazione.

di Barbara Debernardi

Qualche sera fa alcuni cittadini hanno segnalato in redazione un anomalo rallentamento sull’autostrada del Frejus, causata da trasferimenti di Forze dell’ordine in direzione del cantiere della Maddalena di Chiomonte. In quell’occasione abbiamo immaginato una visita segreta di qualche alta carica o un incremento di truppe in vista della sentenza di mercoledì 17. Probabilmente invece era solo “banale routine”. Tant’è che ieri sera, poco prima delle 19, l’evento si è ripetuto davanti ai miei occhi. Anzi, davanti ai fanali accesi della mia auto.
Questi i fatti: ore 18.40, entro in autostrada a Oulx, supero le barriere di Salbeltrand in direzione Torino e trovo immediatamente un cartello luminoso che segnala possibili code. Nello stesso momento davanti a me, sulla strada, si parano due mezzi Sitaf affiancati, uno sulla corsia di marcia e uno sulla corsia di sorpasso, in un tripudio di luci gialle e lampeggianti. Velocità di crociera 30 km/h. Davanti ai due mezzi vedo allontanarsi un allegro serpentone di blindati con il debito corollario di luci blu.
Non mi resta che ingranare la seconda e pian piano seguire i camioncini della società autostradale, mentre dietro di me in breve tempo si srotola una lunga coda di veicoli, man mano ignari di quale problema stia causando più a valle il rallentamento.
Galleria, viadotto, galleria, sempre a passo d’uomo.
Poi, poco prima di Chiomonte, terminato probabilmente l’ingresso dei blindati in cantiere, il mezzo della Sitaf che occupava la corsia di sorpasso schizza in avanti, finalmente la coda comincia a dissolversi e pochi attimi dopo anche noi sbuchiamo sul viadotto della Maddalena, come al solito illuminata a giorno e sorvegliatissima.
La prima constatazione, neppure nuova, è che l’autostrada del Frejus in realtà oggi è una strada di servizio (a al servizio…) del cosiddetto “cantiere Tav”.
Ma alcune domande sono d’obbligo:
perché io devo pagare (e profumatamente) per un servizio autostradale che di fatto non è tale? perché sono costretta in autostrada a procedere in coda ai 30 km/h, patendo disagio e rischi e dovendomi preoccupare anche del grosso TIR che incombe alle mie spalle, in un gran stridore di freni?
E ancora: questo sistema di ingresso in cantiere e probabilmente di cambio turno, diventerà forse la norma per i mesi e gli anni (!!?) a venire?
E poi: LTF paga la Sitaf per il “disturbo” che le arreca quotidianamente e per l’uso dei suoi mezzi, adibiti di fatto a scorta delle FF.OO?
E infine: la Sitaf, che mi impone la tariffa autostradale forse più cara d’Italia, indennizzerà me e tutti gli altri utenti per il disservizio arrecato?
Attendo fiduciosa risposte.

B.D. 19.12.14