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Lazio: l’opposizione del Comitato No Corridio Roma-Latina

In 25 anni di opposizione popolare abbiamo costruito un percorso partecipato che ha visto centinaia di cittadini, associazioni, comitati, istituzioni locali, coinvolte attivamente nella difesa della nostra terra dal mostro di asfalto e cemento dell’inutile, costosa e devastante autostrada/bretella.

di Redazione.

I han fatto scuola – ed è ciò che molti uomini di potere non tollerano, – in giro per l’italia è un continuo fiorire di comitati di cittadini che si organizzano per protestare e ribellarsi agli interessi di potentati economici favorevoli alla cementificazione selvaggia che, con la complicità di certa , vuole devastare il territorio ovunque riesca a metterci le mani sopra. Oggi parliamo del Comitato No Corridio -.

Gli strumenti di questa azione devastatrice sono noti (per chi si informa almeno un po’) e si chiamano: , Sblocca Italia, General Contractor, Project Financing. Il modello base su cui sono stati applicati questi strumenti è proprio il . Le procure d’Italia sono sommerse oramai di scartoffie che documentano i casi giudiziari generati da questi strumenti; la corruzione del sistema politico-imprenditoriale-criminale (il caso Incalza per citarne uno su tutti); la devastazione del territorio e dei beni comuni (casi “scuola” come sono Firenze e la Maddalena di Chiomonte).

Nel Lazio un comitati di cittadini si ribella da tempo contro questo sistema da 25 anni: il Comitato  e per la Metropolitana Leggera e il Comitato No bretella Cisterna-Valmontone. Contro le decisioni del governo, e in particolare quelle del solito ministro Delrio. I comitati che difendono il territorio e si oppongono allo spreco del denaro pubblico nella costruzione di hanno lanciato un appello per una manifestazione di protesta con un di cui segnaliamo alcuni stralci:

In 25 anni di opposizione popolare abbiamo costruito un percorso partecipato che ha visto centinaia di cittadini, associazioni, comitati, istituzioni locali, coinvolte attivamente nella difesa della nostra terra dal mostro di asfalto e cemento dell’inutile, costosa e devastante autostrada/bretella. Da parte dei Governi e delle Giunte della Regione Lazio che si sono succedute, non c’è mai stato ascolto, hanno negato qualsiasi confronto/contraddittorio pubblico. […]

Prendiamo atto che anche il Ministro Delrio, diversamente da quanto da lui dichiarato al momento dell’insediamento, si è dimostrato uguale a tutti i suoi predecessori perché gli strumenti della corruzione: la Legge Obiettivo, il General Contractor, il Project Financing, non sono stati minimamente scalfiti. Come non denunciare il ruolo della Giunta Zingaretti che con l’inserimento dell’autostrada/bretella nel Documento di Economia e Finanza Regionale (DEFR) 2016 ha sbloccato l’iter.

Siamo sempre stati coscienti che la nostra lotta non era facile, perché toccava gli interessi dei grandi avvoltoi rapaci im-prenditori di appalti pubblici. NOI siamo stati e saremo sempre dalla parte  delle nostre comunità, dei pendolari e degli agricoltori, per l’adeguamento in di tutta la V. Pontina e i 600 morti per incidenti stradali sono tutti sulla coscienza dei governanti, come quelli per il forte inquinamento atmosterico, per la difesa dall’esproprio di decine di aziende agricole d’eccellenza, per la tutela contro lo sventramento del Parco di Decima-Malafede e dell’impatto sul Lago di Giulianello, per la difesa della qualità della vita contro il grave danno sociale sui quartieri di Roma Sud, per la metropolitana leggera meno costosa e più efficace perché ridurrà del 60% il traffico delle auto sulla V. Pontina eliminando le interminabili file, riducendo i tempi di percorrenza sia per chi utilizzerà il mezzo di trasporto su ferro e sia per chi continuerà ad usare il mezzo privato.

Ci appelliamo a tutte/i gli uomini e le donne liberi/e, alla cittadinanza attiva, affinché come un solo corpo vivo ed ecoresistente si compattino unitariamente e fraternamente al nostro movimento autonomo e indipendente per bloccare la devastazione. Con l’apertura del cantiere, tutto non sarà più come prima. Invitiamo tutte/i a non arrendersi, perché un atto ingiusto trasformato in legge è violenza. Per questo motivo è nostro dovere resistere e continuare la lotta con altri mezzi a partire da presidi permanenti e azioni dirette. La nostra forza è la massa critica e la partecipazione democratica dei cittadini alle decisione che dovremo intraprendere. Il primo appuntamento sarà Lunedi 21 Dicembre 2015 ore 17,30 presso il Teatro della Dodicesima in Via Carlo Avolio,60 a Spinaceto (Roma).