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Lecce. “No Tav No Tap liberi tutti”

Atto dimostrativo a Lecce, dove la sede di Confindustria è stata imbrattata di vernice. Prosegue la lotta contro il gasdotto Tap e la difesa del Salento.

di Massimo Bonato

10513501_734749729922265_4825169826577635980_n“No Tav No liberi tutti”: le lotte sociali varcano i confini geografici e si allineano sempre più su posizioni analoghe a dimostrare che il territorio, qualunque sia, appartiene a chi ci vive.

A Lecce, riporta il quotidiano online «LecceNews24» è comparsa la mattina del 13 agosto la scritta inneggiante ai No Tav ai e ai compagni di lotta in carcere, con lanci di vernice sulla porta della locale sede di Confindustria. Episodio che si allinea ai due simili, avvenuti ai danni delle sedi del Pd leccese di via Tasso e via Milizia tra il febbraio e l’aprile scorsi.

Si parla di “anarchici”, di “atto intimidatorio”, di “vile e deprecabile attacco”. La Digos indaga.

Intanto la Confindustria rilascia un comunicato: Sono gesti da condannare con decisione che, comunque, non fermeranno l’azione di Confindustria Lecce a sostegno di una iniziativa lodevole ed importante, che consentirà al sistema economico nazionale e territoriale di allineare i costi energetici a quelli europei e ridimensionare la forte dipendenza del nostro Paese dal petrolio e dal carbone. Il perseguimento di questo obiettivo appare tanto più indispensabile anche alla luce del conflitto russo – ucraino, che mette in evidenza la rischiosità di un approvvigionamento legato in maniera preponderante, se non esclusiva, alla Russia. Il gasdotto TAP è un’opera strategica e deve essere realizzata”.

Opera che ricade nel decreto “Sblocca Italia”, al quale si riferiscono i deputati M5S Diego De Lorenzis ed Emanuele Scagliusi affermando che il “governo vuole mettere a tacere le comunità locali sbloccando il progetto Tap, anche se la procedura di Via non si è conclusa”. Un’altra opera a carattere strategico, indispensabile, che renderebbe l’Italia meno succube dal gas russo, ma solo a patto di stringere accordi con la dittatura dell’Azerbaijan, che, secondo i deputati M5S rischiano “di far scoppiare un caso diplomatico internazionale per una presunta bozza, su cui il governo Renzi ha preso tempo, per il ritorno della regione del Nagorno Karabakh sotto il controllo di Baku [capitale dell’Azerbaijan, N.d.R.]”. Senza che la sinistra europea batta ciglio. Del resto Tony Blair è consulente del progetto, sicché il Tap può dirsi progetto del tutto italiano e vantaggioso per il Paese.

Intanto i No Tap organizzano per Ferragosto a San Foca una 12 ore di maratona artistica (maxiconcerto, balli, teatro, storie, poesie, foto, quadri, disegni, informazioni) contro il gasdotto, sotto l’egida del Comune di Meledugno, in prima linea contro il Tap.

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M.B. 13.08.14