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Libertà, proprio così i ragazzi sono liberi

Niccolò, Mattia e Claudio sono totalmente liberi.

di Valsusa Report

Il Michele No Tav del film di Cecco Anzalone ancora non ci crede, “quando ho visto i ragazzi entrare nel presidio non ci potevo credere”. A distanza di tre giorni dalla liberazione, due dei sette anarchici imprigionati con la pretestuosa accusa di terrorismo varcano dinuovo le porte del presidio di Venaus. Una corsa in valle a salutare nel poco tempo a disposizione chi potevano incontrare e la promessa di una giornta tutti insieme. Sono liberi dopo quasi tre anni molti dei quali passati in regime duro del carcere di sorveglianza speciale AS1, misura restrittiva in carcere propinata proprio dalle regole dell’accusa di terrorismo. Accusa da cui per ben quattro volte, passando dalle più alte corti di giudizio,  sono stati riconosciuti innocenti.

Niccolò, Claudio e Mattia a seguito di una istanza di scarcerazione sono ora liberi senza restrizioni. Parallelamente anche Lucio, Graziano e Francesco hanno fatto istanza ma il giudice del loro processo ha deciso di liberarli con la misura non detentiva dell’obbligo di dimora, rispettivamente a Milano e Lecce. Si complica la situazione di Chiara perchè alcuni mesi fa il tribunale di Teramo l’ha condannata alla sorveglianza speciale, misura restrittiva che diventerebbe esecutiva qualora finisse gli attuali arresti domicilirai. “Ci vorrà ancora un po di tempo e pazienza per una misura unica in Italia ed applicata a pochi” dicono i No Tav presenti alla sera della grande sorpresa a Venaus.

Nei processi che hanno visto perdente il teorema terroristico dei PM Padalino e Rinaudo, rafforzato dalla presenza in Appello dal PG Maddalena, ha vinto l’espressione del dissenso. Un’opera non voluta e osteggiata prima dalla popolazione della valle ed oggi da una popolazione nazionale, può essere oggetto di manifestazione, anche contro un’opera pubblica, che ha il consenso dei governi. Una manifestazione anche al limite della violenza (sabotaggi ndr), può avere come pena la resistenza o la violenza aggravata o la complicità, ma non il terrorismo. Sette dei venti partecipanti di quella sera di maggio, preventivati nell’accusa in udienza d’Assise sono liberi.

V.R. 24.2.16